Reddito di cittadinanza, possibili modifiche nel futuro prossimo?

La misura pare destinata a restare nel futuro prossimo, ma si lavora anche a possibili cambiamenti tesi a migliorarlo

Il reddito di cittadinanza potrebbe subire delle modifiche. È un condizionale ragionevole, sulla base del fatto che sin dall’insediamento di Mario Draghi ci si era posti l’interrogativo su come eventualmente il nuovo esecutivo sarebbe intervenuto sulla misura. Un sostegno divenuto di fondamentale importanza nel contrastare le difficoltà economiche enfatizzate da chiusure ed effetti della pandemia, ma che non ha trovato approvazione unanime nelle forze politiche.

Reddito di cittadinanza voluto fortemente dal M5s

Il reddito di cittadinanza è stato fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle che, ai tempi del governo con la Lega, riuscì nell’impresa di dare all’Italia uno strumento di sostegno che fosse simile a quelli presenti in altre parti d’Europa. Da una parte c’era il sussidio, dall’altra la parte relativa alla messa in campo di politiche attive ai fini dell’inserimento o del reinserimento nel mondo del lavoro.

L’esplosione della pandemia non ha certo facilitato i risultati relativi all’aumento degli occupati tra i percettori del reddito di cittadinanza. Tuttavia, c’è l’ipotesi che si possa intervenire andando a variare una parte dei principi che regolano la misura.

Reddito di cittadinanza: possibile tagliando in vista?

Ad offrire un quadro della situazione con un’analisi della scena politica è il quotidiano Repubblica nella sua edizione cartacea dell’8 agosto 2021. Si ricorda, in particolare, come le parole di Mario Darghi lascino intendere come ci sia condivisione da parte del premier rispetto ai principi che sono alla base dell’istituzione del Movimento 5 Stelle.

Un presupposto fondamentale che sembra porre un freno alla velleità di chi potrebbe preferire misure strutturate totalmente in maniera diversa. Proprio il quotidiano segnala come è più giusto parlare di «tagliando» per il reddito di cittadinanza, lasciando intendere come l’obiettivo del governo potrebbe essere quello di individuare strategie idonee a migliorarlo e renderlo più efficiente ai fini dell’ottenimento degli obiettivi per il quale è stato istituito.

Reddito di cittadinanza: i numeri e una fusione con il Rem come ipotesi

Da un punto di vista strategico, in particolare, le eventuali modifiche potrebbero riguardare una possibile revisione delle cifre per i nuclei familiari più numerosi e l’individuazione di nuove politiche di inserimento del lavoro. Si stima, che, oggi 2,9 milioni di persone beneficiano del reddito di cittadinanza con un importo medio di 581 euro per gli 1,18 nuclei familiari.

Tra le ipotesi lanciate c’è la possibilità che si possa assistere, in qualche modo, ad una fusione con il reddito di emergenza che oggi viene percepito da 562mila famiglie con un assegno medio di 544 euro.

Al di là delle polemiche relative a casi in cui sono stati scoperchiate situazioni dove le forze dell’ordine sono arrivate a scoprire persone che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza, pare dunque essere ben chiaro al governo (e soprattutto a Draghi) quanto dal punto di vista sociale queste misure abbiano cruciale importanza.

Qualora, però, dovesse concretizzarsi l’ipotesi di una riforma sarà interessante capire che tipo di direzione si prenderà sulla base della presenza di una maggioranza ampia ed eterogenea.