Rave party vicino Viterbo, le ultime: sono rimasti in pochi

Sarebbero rimasti un centinaio di mezzi e 250 persone

Sta avendo grande risalto il Rave party che, da sabato, si sta svolgendo a Valentano. Un evento non autorizzato che è arrivato a catalizzare l’attenzione di migliaia di persone che si sono radunate nell’area sul lago di Mezzano dove si è tenuto l’evento.

Le forze dell’ordine, con l’ausilio delle unità cinofile, hanno provveduto ad effettuare controlli su auto e mezzi attraverso cui i partecipanti all’evento avevano raggiunto la zona.

Rave party Viterbo, la situazione

C’era chi chiedeva un intervento che portasse allo sgombero. Tuttavia, tenere sotto controllo la zona identificando chiunque entri ed esca dall’area è diventata una strategia finalizzata ad evitare uno scontro, soprattutto nel momento in cui il numero dei partecipanti era diventato stimabile in migliaia di persone.

La linea porterà comunque a denunce per quanto accaduto. Una scelta, in base a quanto si può dedurre, dettata dal fatto che la conformazione della zona e il grande numero di partecipanti avrebbe potuto generare una situazione troppo rischiosa per le persone.

Rave party, pochi rimasti

Oggi è, però, il giorno in cui il dato principale è rappresentato dalle code per uscire dalle zone di Valentano dove si è svolto il party e stando ai primi accertamenti la presenza di persone sul luogo sarebbe ora quantificabile in un centinaio di mezzi e in duecentocinquanta partecipanti ancora presenti.

Lo scenario descritto in questi giorni è quello di una situazione fatta di eccessi dove si è ballato, si è stati a contatto, si sono consumati alcol e stupefacenti. Una specie di zona franca, in un contesto nazionale dove tutto è subordinato alla necessità di rispettare le norme anti-Covid.

Nella mattina dal 16 agosto poco lontano dal luogo del rave un ragazzo era stato trovato morto nelle acque del lago di Mezzano. Circostanza sulla quale la Procura di Viterbo ha aperto un’inchiesta. Ed è il dato più triste di giornate in cui si sono censite anche quattro persone che si sono ritrovate in coma etilico finite in ospedale e decine di interventi di ambulanze accorse sul luogo del rave in questi giorni.

Rave party, le dichiarazioni del proprietario del terreno a La Stampa

Il tutto si è verificato in un terreno privato di campagna appartenente ad un’azienda agricola. In un’intervista a La Stampa del 19 agosto ne ha parlato proprio il proprietario Piero Camilli. «È accaduto - ha spiegato - tutto in una notte, li abbiamo trovati con i miei operai al mattino. Abbiamo denunciato, ma non è accaduto nulla».

“Hanno rotto - ha continuato il proprietario - un cancello per entrare, rubato il gasolio, pezzi di trattore, i cani di chi sta partecipando al rave party hanno ucciso le mie pecore. Vendono eroina e cocaina sul mio terreno e lo Stato ha deciso di trattare? Perdonatemi ma mi vergogno di essere italiano”.

E le parole arrivano da chi, in questi giorni, ha visto consumarsi diversi tipi di eccessi sul terreno della propria azienda, con annessi ingenti danni.