Rapporto Eurispes 2021: l’Italia conta sempre più poveri, nel 2020 boom dei disoccupati

Rapporto Eurispes 2021: l'Italia conta sempre più poveri, nel 2020 boom dei disoccupati

Il rapporto Eurispes 2021 è quest’anno, ancora più significativo. I dati e le cifre che raccoglie non sono confortanti, ma aiutano a capire qual è la situazione socio-economica del paese.

L’Italia sta vivendo un delicato periodo che dovrebbe finalmente condurre il paese fuori dal tunnel della pandemia. Con l’arrivo delle temperature più miti e il potenziamento della campagna di vaccinazione, si può fondatamente pensare ad una estate serena e ad un progressivo - ed auspicato - rilancio delle attività economiche, produttive e turistiche italiane.

E se le stime più aggiornate danno il PIL dell’Italia in forte crescita nel 2021, oltre le aspettative per l’effetto del meccanismo degli aiuti europei, di cui al Recovery Fund (programma Next Generation UE), il rapporto Eurispes dà un quadro del nostro paese non molto rassicurante.

Infatti nel solo 2020, sarebbero stati persi non meno di 440mila posti di lavoro e, in base ai dati già nei primi mesi di emergenza covid dell’anno scorso, la metà delle famiglie italiane ha patito una contrazione del reddito familiare di almeno il 15%. Vediamo più da vicino i dettagli dell’indagine e del rapporto Eurispes.

Rapporto Eurispes 2021: i numeri spiegano la crisi economica del paese

Le attività dell’Eurispes sono sempre molto significative, ecco perchè il rapporto Eurispes 2021 è certamente degno di nota. Anzi, può pacificamente dirsi che, nel corso degli anni, l’accurato e dettagliato lavoro di ricerca dell’Eurispes ha favorito l’emersione di molti fenomeni sociali nascosti o poco conosciuti, nella finalità di compiere una vera e propria opera di “scouting sociale”.

D’altronde, l’Eurispes consiste in istituto di ricerca molto stimato a livello nazionale. Si tratta di un ente privato che si occupa di studi politici, economici e sociali, ed operante - in modo trasversale - nel campo della ricerca politica, economica, sociale e della formazione.

Il rapporto Eurispes 2021 fotografa dunque molto bene la situazione socio-economica italiana, tanto che si può affermare che la povertà nella penisola è aumentata sensibilmente nell’ultimo anno e mezzo. Il presidente Eurispes Gian Maria Fara segnala che «secondo i dati di banca d’Italia già nei primi mesi di emergenza sanitaria la metà delle famiglie italiane abbia subìto una riduzione nel reddito famigliare di circa il 15%. La situazione è particolarmente allarmante tra i lavoratori indipendenti: quasi l’80% ha subìto un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare. Mentre l’Istat segnala per il 2020 la perdita di 440.000 posti di lavoro».

E’ proprio il lavoro uno dei temi più delicati dell’ultimo periodo, con la crisi delle partite Iva e delle imprese; e il crollo degli occupati nel 2020. Da qui la politica dei sussidi, instaurata dal Governo Conte e proseguita con quello guidato da Draghi. Ma pare necessario fare di più.

La crisi sussisteva già prima del 2020: la pandemia l’ha aggravata

Secondo il rapporto Eurispes 2021, i dati aggiornati non sono altro che una conferma, a tinte ancora più cupe, della situazione socio-economica italiana, negativa già nel periodo anteriore alla pandemia.

"Le statistiche ufficiali parlano di 4,6 milioni di poveri assoluti nell’Italia pre-Covid, un numero certamente inferiore alla realtà. Di appartenenti ad un ceto medio che arranca, anche se difficilmente identificabili (per discrezione, pudore, vergogna, dignità sociale). Già prima della pandemia il nostro Paese soffriva le conseguenze del ristagno dell’economia e dell’inasprimento delle disuguaglianze sociali. L’Italia risulta ai primi posti in Europa per livelli di disuguaglianza di reddito, e si segnala per la bassissima mobilità sociale", sottolinea il Presidente Fara.

Il quadro insomma ci presenta una crisi economica radicata tra molte categorie sociali e professionali e che, negli ultimi anni, ha colpito anche soggetti che prima vivevano serenamente, dal punto di vista dei risparmi e delle ricchezze.

Sempre in base ai dati del rapporto Eurispes 2021, ben 8 italiani su 10 (79,5%) hanno lamentato un sensibile peggioramento dell’economia nazionale nell’ultimo anno. Soltanto l’11,6% degli interpellati considera che la situazione sia restata stabile.

Una minima percentuale, pari al 2,9% ha segnalato di aver notato un leggero miglioramento. Coloro che hanno invece individuato un netto miglioramento sono ancora meno(0,9%). Il il 5,1% non sa o non ha dato risposta.