Ragazza morta dopo AstraZeneca e timori su seconda dose, parla il prof. Pregliasco

Il virologo, manifestando dolore, ha dato alcuni numeri legati agli avventi avversi dopo i vaccini e ha sottolineato come , ad oggi, non ci siano casi di trombosi con la seconda dose AstraZeneca

Una gravissima trombosi al seno cavernoso e conseguente emorragia cerebrale. È ciò che ha causato la morte di una ragazza di Sestri Levante dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca. Una circostanza che, al momento è tornata ad alimentare i dibattiti legati alla vaccinazione contro il Covid. Sulla vicenda si è espresso il professor Fabrizio Pregliasco, intervenuto nel corso della trasmissione Rai Agorà.

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Il primo pensiero del virologo è stato sentitamente rivolto alla ragazza. «È un enorme dolore - ha ammesso - ogni perdita umana. Poi di una giovane, è incredibilmente di sofferenza».

«Sarà necessaria - ha chiarito - un’indagine, ma le tempistiche, almeno da quanto ho potuto conoscere, correlano questa triste cosa alla vaccinazione. Di fatto, ad oggi, diventa il quinto decesso attribuibile ai vaccini, ancora in corso di definizione».

«Sono stati addirittura segnalati 328 casi di decessi - ha chiarito - complessivamente nel tempo successivo alla vaccinazione, ma di questi 4 legati più strutturalmente alla vaccinazione». E si hanno anche i numeri relativi alla distribuzione: «Uno con Rna e quattro con AstraZeneca su 45 milioni di dosi somministrate».

Covid, Pregliasco sottolinea i benefici della vaccinazione secondo i numeri

Numeri che, in proporzione, raccontano quanto tutto sommato sia improbabile incappare in un evento avverso. «Siamo - ha evidenziato Pregliasco - su una casistica di un caso ogni 100.000 che è quello che si è visto a livello mondiale nell’utilizzo».

«Si calcola - ha proseguito - in termini statistici che queste vaccinazioni e la velocità con cui si è attuata la vaccinazione ha fatto sì che siano state salvate almeno 10.000 vite umane. È chiaro che ogni singola persona è un dolore o è una felicitazione».

Seconda dose AstraZeneca, al momento nessun caso di trombosi

La morte della ragazza di Genova apre anche il campo ai timori di chi ha meno di sessant’anni e dovrà fare la seconda dose con AstraZeneca. «Ad oggi - ha spiegato Pregliasco - nessun caso di trombosi c’è stato nelle seconde dosi.» «Ad oggi - ha ribadito - le indicazioni sono quelle che la seconda dose può essere fatta».

«È probabile e possibile - ha aggiunto - che nel futuro si definisca, come si sta già vedendo, che possa essere mescolata la vaccinazione. Che in caso di non più disponibilità del vaccino AstraZeneca, di eseguire altri vaccini». Una considerazione fatta in prospettiva e che lascia intendere il fatto che oggi il richiamo va fatto con lo stesso preparato con cui è stata fatta la prima inoculazione.

Per Pregliasco, riguardo ai giovani, ha spiegato come adesso sarebbe opportuno «preferenziare vaccini che hanno un profilo, per loro, di maggiore sicurezza e quindi utilizzare vaccini a mRna».

«Ma spero - ha dichiarato il professore - che questo secondo momento di angoscia su AstraZeneca non infici la campagna vaccinale complessivamente, perché ancora il virus sta circolando, e come vediamo in Inghilterra e in altre nazioni, questo virus dà dei colpi di coda. Solo grazie alla vaccinazione riusciremo ad evitare quella proporzione di casi gravi che si è evidenziata in queste ondate precedenti».