Autore: Redazione

Italia - multe - Cartelle Esattoriali - Commissione Europea

27
Feb 2015

Quote latte: multa da 1,7 miliardi all’Italia, in arrivo nuove cartelle per gli allevatori

La Commissione Europea avvia un procedimento contro l’Italia per la mancata riscossione delle multe comminate agli agricoltori per le quote latte prodotte in eccesso: ecco le principali novità.

Nuova bufera sull’annosa questione delle quote latte: la Commissione Europea ha, infatti, avviato un procedimento contro l’Italia, deferendo il nostro Paese alla Corte di Giustizia, per non aver riscosso le multe comminate agli allevatori e agli agricoltori per l’eccessiva produzione di latte.

Più nello specifico l’Italia non ha ancora riscosso 1,75 miliardi di euro di prelievi dai produttori, per l’eccessiva produzione di quote latte avvenuta tra il 1995 e il 2009.
Come emerge dalle comunicazioni della Commissione Europea, relativamente al pacchetto mensile di infrazioni, l’organismo di governo europeo ha deferito l’Italia presso la Corte di Giustizia per non aver gestito adeguatamente il recupero dei prelievi dovuti per la sovrapproduzione di latte messa in atto dagli allevatori italiani.

In base alla normativa vigente è opportuno ricordare che le quote latte vengono definite a livello individuale e che, nel caso di produzione in eccesso, ogni singolo allevatore subisce un prelievo fiscale, sotto forma di cartella esattoriale, a titolo di sanzione per la quale deve assolvere il pagamento.

Dal punto di vista dello Stato Italiano e dei conti pubblici, occorre, invece ricordare che l’Italia, in tutti gli anni compresi tra il 1995 e il 2009 ha superato la quota nazionale di produzione del latte e, per questo, il Tesoro ha già versato alla Commissione Europea gli importi dovuti dal nostro Paese per gli anni indicati, importi che, nella fattispecie, ammontano a 2,305 miliardi.

Nella comunicazione della Commissione Europea si afferma che

"risulta evidente che le autorità italiane non hanno preso le misure opportune per recuperare il prelievo dovuto dai singoli produttori e caseifici"

Dei 2,305 miliardi corrisposti dallo Stato Italiano alle istituzioni europee, sono circa 1,752 miliardi i danari ancora non recuperati dal fisco. A ciò si aggiungono anche le stime della Commissione Europea, secondo le quali, al momento attuale dovrebbero essere comminate nuove sanzioni per 1,343 miliardi di euro. L’importo che lo Stato Italiano deve ancora recuperare viene considerato in parte perso mentre un’altra parte è stato dilazionato attraverso piani di rateizzazione che impegneranno gli allevatori per i prossimi 14 anni.

Il governo ha commentato aspramente la decisione della Commissione Europea, addossando alla Lega le responsabilità per questa nuova procedura d’infrazione. Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha, infatti, affermato, rivolto a Matteo Salvini, che i leghisti

"Hanno speculato sulle quote, adesso chieda scusa"

Gli allevatori sono di certo i contribuenti maggiormente colpiti da questa nuova decisione della Commissione Europea, dal momento che ai 400 milioni da corrispondere per sanzioni non ancora estinte, andranno ad aggiungersi anche le nuove 1455 cartelle esattoriali inviate lo scorso Gennaio.