Quarta ondata Covid, Speranza su obbligo vaccinale sanitari: «Penso ci arriveremo»

Quarta ondata Covid, Speranza su obbligo vaccinale sanitari: «Penso ci arriveremo»

Le dichiarazioni del Ministro della Salute Roberto Speranza rilasciate a Repubblica

È stata già ribattezzata quarta ondata del Covid. Al di là, però, del termine con cui la si identifica, si fa riferimento all’attuale situazione epidemiologica nel mondo. Un quadro in cui ci sono paesi che iniziano a contare decine di migliaia di casi di infezioni al giorno e provano a correre ai ripari. Lo status delle cose italiano è, al momento, meno allarmante, ma i dati quotidiani segnalano come i contagi stiano salendo.

Dati Covid in Italia in aumento, ma il vaccino «difende» gli ospedali

A mitigare gli effetti della propagazione del virus c’è la vaccinazione. Se oggi i casi crescono e, per il momento, il sistema sanitario regge è perché l’Italia ha quasi l’87% di persone vaccinabili che ha ricevuto una prima dose di vaccino, con quasi l’84% che ha già completato il primo ciclo. Questo significa protezione significativa a livello individuale e collettivo da evoluzioni negative del Covid che portano in ospedale o in terapia intensiva.

Quarta ondata, Speranza: «Facciamo in fretta con il richiamo»

Per rafforzare il presidio sarà, però, necessario avanzare con le terze dosi. «Facciamo in fretta - ha chiarito Roberto Speranza in un’intervista a Repubblica del 12 novembre - con il richiamo per fermare la quarta ondata».

I numeri, al momento, segnalano che la situazione si sta evolvendo verso un livello in cui la preoccupazione potrebbe salire. «Diciamo - ha spiegato il ministro della Salute - che è come rendersi conto che l’acqua sta salendo. Noi non abbiamo tempo da perdere. Dobbiamo giocare d’anticipo, come ci ha insegnato questo virus che va veloce».

Il richiamo presto potrebbe diventare obbligatorio per quanti lavorano in ambito sanitario o nelle Rsa. «Decideremo - si legge nelle dichiarazioni del ministro - nei prossimi giorni. Io ne sono convinto e penso che ci arriveremo».

Si attende incremento casi anche in Italia

La preoccupazione non manca sulla base di quelle che sono situazioni che si stanno creando attorno all’Italia. L’esempio dell’Austria con 12.000 casi quotidiani risulti emblematica, tenuto conto che si tratta di numeri che proiettati sulla popolazione italiana corrisponderebbero a 75.000 infezioni censite in una sola giornata.

«In Italia - ha chiarito Speranza -un incremento è già in corso e nelle prossime settimane è realistico che continui a crescere». Il vantaggio dell’Italia rispetto ad altre realtà come la Germania è dato dalla più elevata percentuale di vaccinati. E non bisogna dimenticare che, in alcune realtà, era sparito anche l’obbligo di mascherina al chiuso che, invece, l’Italia ha sempre mantenuto e manterrà ancora.

No a lockdown generalizzati, ma resta il sistema a colori

Tra le cose, evidentemente, da chiarire è che oggi la proporzione tra casi e ospedalizzazioni non è quella di un anno fa grazie alla vaccinazioni. Ciò significa che quelli che potevano apparire numeri drammatici in proiezione relativa al carico sulle strutture ospedaliere oggi vanno letti diversamente.

A fare la differenza, come le norme per i colori delle regioni oggi dicono, sono i numeri relativi alla saturazione di reparti ordinari e terapie intensive. Situazioni che dovessero farsi complicate non sembrano destinati a portare a serrate totali come quelle avute nei mesi scorsi.

«Non si può paragonare - ha detto Speranza - la stagione delle misure più radicali all’attuale, per la semplice ragione che allora non c’era l’87% di popolazione vaccinata, e non c’erano ovviamente anche i vaccini. Ma abbiamo il sistema a colori regionali».

E con le dosi booster in programma anche per i i 40-60enni a partire dall’1 dicembre si auspica possano contribuire ad innalzare la protezione contro la quarta ondata.