Quanto è costato il referendum sulle trivelle

Il costo del referendum sulle trivellazioni colpisce gli italiani: quanto è costato il referendum Trivelle con cui non si è neanche raggiunto il quorum?

È tempo di fare due conti: quanto è costato il referendum sulle Trivelle?
Quanto ha sborsato lo stato italiano tra costo organizzativo, messi, scrutatori e sicurezza?

Il referendum abrogativo sulle trivelle del 17 aprile, tramite il quale gli italiani sono stati chiamati ad esprimersi sulla durata delle concessioni per l’uso delle trivelle in mare aperto, è costato caro allo Stato e non ha neanche raggiunto il quorum.

Secondo l’articolo 75 della Costituzione dovevano recarsi alle urne il 50% più uno degli aventi diritto per rendere il referendum sulle trivelle valido - e il suo costo in qualche modo giustificato - ma così non è stato. L’affluenza ufficiale al referendum sulle trivellazioni è stata di circa il 32%.

E una domanda, davanti all’“inutilità” pratica di questo referendum, sorge spontanea: il referendum sulle trivelle quanto è costato allo Stato?
Ma dato che lo stato incassa le tasse pagate dai comuni cittadini, più in generale: quanto è costato il referendum alle tasche degli italiani?

Quanto è costato il referendum sulle trivelle

Il costo stimato per tutte le spese dovute al referendum sulle trivelle dello scorso 17 aprile è stato di 300 milioni di euro.

A riguardo, ufficializzato il fallimento nel raggiungere il quorum, il premier Renzi ha dichiarato:

"È stato inutile buttare via trecento milioni di euro per questo referendum, quando la prima cosa che viene chiesta alle Regioni è di abbattere le code per la sanità. Con quella cifra avremmo potuto acquistare 350 nuove carrozze per il trasporto pendolare".

Renzi fa due conti e sottolinea come questi 300 milioni di euro spesi per il referendum sulle trivellazione avrebbero potuto essere spesi diversamente: per sostenere la spesa alla sanità delle regioni, ad esempio.

Sono cose che si dicono, ovviamente, ma una cosa è chiara: con quei 300 milioni di euro ci si poteva fare ben altro, e magari - forse per sbaglio - anche qualcosa che fosse realmente utile agli italiani.

Ma i commenti non finiscono qui.
A consolazione di chi, comunque, a votare per il referendum ci è andato, perché votare rimane sì un diritto ma soprattutto un dovere, arrivano le parole di Renzi.

“In questo referendum non ci sono né vinti né vincitori, l’unica cosa che è salva sono i migliaia di posti di lavoro che con il referendum erano a rischio".

Referendum trivelle: cosa cambia ora?

Diciamo nulla. Il referendum sulle trivelle abrogativo, ovvero puntava ad eliminare una normativa già in vigore.

Non avendo raggiunto il quorum e non avendo vinto il sì alla abrogazione, tutto rimane come prima: le aziende petrolifere, già in possesso di opportuna autorizzazione (speriamo senza mazzette o favori a comuni o regioni) potranno utilizzare le proprie trivelle in mare ed estrarre il petrolio fino a quando il giacimento non avrò esaurito le sue risorse.