Quando toglieremo le mascherine al chiuso? L’indicazione di Speranza

Quando toglieremo le mascherine al chiuso? L'indicazione di Speranza

Il Ministro è stato ospite della trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio su Rai 3

Quando toglieremo le mascherine al chiuso, probabilmente, l’incubo Covid sarà davvero alle spalle. Rappresenterà verosimilmente il momento in cui il virus sarà davvero solo un brutto ricordo. Ad oggi, però, è difficile immaginare quando ciò possa accadere, tenuto conto che c’è consapevolezza di come la partita viaggi verso la vittoria della scienza, ma non è ancora chiusa.

Via le mascherine, i vaccini saranno determinanti

I vaccini contribuiranno, nel tempo, a limitare gli effetti più gravi della malattia, in attesa di arrivare a un livello di immunizzazioni che si avvicina a quel concetto di immunità di gregge di cui tanto si parla. Seppure, negli ultimi mesi, non siano mancati gli scienziati che hanno sottolineato come l’obiettivo sia difficile da raggiungere, almeno nella sua definizione autentica.

Cambierà poco per la gente comune, poiché che c’è consapevolezza che, ad un certo punto e salvo varianti in grado di sovvertire ogni previsione, ci saranno auspicabilmente talmente tanti vaccinati che diventerà difficile per il Covid generare necessità ospedalizzazioni e morti.

Mascherine al chiuso e all’aperto, la previsione di Roberto Speranza

Sarà, però, quando si arriverà ad una sorta di «scampato pericolo» pressoché definitivo che si arriverà al momento in cui le mascherine non saranno necessarie al chiuso.

Domenica 30 maggio Roberto Speranza è stato ospite della trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio. Il Ministro della Salute, sul tema, ha chiarito come si continuerà a procedere per gradi.
«Ci sarà - ha evidenziato - una differenza tra i luoghi all’aperto e i luoghi al chiuso».

Il primo passo, già tra poche settimane, potrebbe essere dunque la possibilità di rimuovere l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione personale negli spazi aperti. È ipotizzabile immaginare che lo si potrà fare facendo leva su due aspetti:

  • un numero di vaccinati che continuerà a crescere fino a raggiungere percentuali significative
  • il fatto che all’aperto il contagio viene considerato meno probabile all’aperto (attenzione, non impossibile o improbabile). Gli stessi principi che avevano portato alle riaperture del 26 aprile alle sole attività di ristorazione con possibilità di ospitare i clienti

Via le mascherine al chiuso? Ci sarà da aspettare

Diverso è il discorso in ambienti che non siano all’aria aperta. «Io - ha chiarito Speranza - penso che nei luoghi al chiuso abbiamo di fronte ancora un tempo piuttosto significativo in cui dovremo conservarla. Spero che i dati ci consentiranno, invece, all’aperto in un tempo più breve di poterla superare».

«Dobbiamo - ha proseguito - gestire questo passaggio con grande cautela, con grande prudenza. Non rimuoviamo quello che è stato nel nostro Paese, ma in tutto il mondo, questa epidemia e quanti prezzi salatissimi abbiamo dovuto pagare».

«Facciamo - ha proseguito - ripartire tutte le attività e un po’ alla volta lo stiamo facendo. La mascherina, tutto sommato, non è un prezzo enorme. Possiamo permetterci in una fase di transizione di avere una cautela in più. Appena i nostri scienziati, i nostri epidemiologi, ci diranno che ci sono le condizioni noi la tireremo fuori prima all’aperto e poi auspichiamo al chiuso. Però io sono per non avere fretta, per fare davvero un passo alla volta».

È, dunque, ragionevole immaginare che entro un paio di mesi, come già auspicato da Mario Draghi, possa arrivare allo stop per le mascherine all’aperto, mentre ci sarà ancora da attendere per le situazioni al chiuso.