Quando si potrà togliere la mascherina? il punto della situazione

Il primo step riguarderà le situazioni all’aperto, ma quando ciò potrà accadere? Ne hanno parlato il professor Fabrizio Pregliasco ed il sottosegretario del Ministero della Salute Andrea Costa

Quando toglieremo le mascherine in Italia? La domanda ricorre, tenuto conto che finalmente sul fronte Covid c’è un’aria di ottimismo consistente. I contagi registrano numeri in calo, la pressione sui servizi sanitari sta diminuendo e soprattutto i vaccini funzionano.

È dunque il momento di guardare con ottimismo al futuro, ma non di abbassare la guardia. In fondo ancora oggi decine di persone muoiono ogni giorno, pur con dati inferiori ai periodi peggiori, e la campagna vaccinale, pur sottolineando l’accelerazione avuta, non è ancora completata.

Le mascherine, per un po’, faranno ancora parte della vita quotidiana. Il primo step dovrebbe essere la possibile revoca dell’obbligo all’aperto, ma sarà un passo graduale che potrà avvenire solo con un’aggiunta di alcune milioni di persone vaccinate.

Mascherina ancora necessaria, il virus circola

Rispetto alla necessità di continuare a rispettare le norme si è espresso il professor Fabrizio Pregliasco. «Dobbiamo - ha detto il virologo nel corso della trasmissione Coffee Break di La 7 del 21 maggio - continuare a mantenere le caratteristiche del nuovo galateo che dobbiamo ancora continuare ad adottare perché alcune liberalità rispetto alle mascherine e altro, come abbiamo visto fare in altre nazioni, si possono fare con valori di protezione e di percentuale di vaccinati superiore ai nostri».

Rispetto alla situazione ottimale per iniziare a prevedere maggiori libertà sul fronte mascherine ha fissato l’obiettivo in merito alle vaccinazioni da raggiungere. «Almeno - ha evidenziato - di un altro 20% in più, come minimo per poter essere più tranquilli».

«In questo momento - ha evidenziato - comunque sia c’è ancora una massa critica di soggetti positivi». «Si calcolano - ha proseguito - circa 400.000 casi positivi e sono sicuramente numeri sottostimati, perché un po’ di persone positive scappano al censimento, alla notifica come si dice. C’è comunque la possibilità di incocciare un soggetto contagioso».

«Sappiamo - ha aggiunto - che le vaccinazioni hanno ottimi risultati. Stiamo vedendo risultati migliori da quelli riferiti agli studi cosiddetti pre-clinici registrativi, però qualche margine di possibilità di infettarsi c’è. Quelli che si infettano hanno forme assolutamente irrisorie. Siamo felicissimi, anzi stupiti, di risultati sulle statistiche reali in Italia, ma anche in altre nazioni però bisogna andare avanti a step successivi».

Via mascherina all’aperto? C’è un’ipotesi per quando

Nel corso della trasmissione Agorà del 21 maggio, in onda su Rai 3, è intervenuto il sottosegretario del Ministero della Salute Andrea Costa. E sul tema ha delineato uno scenario abbastanza chiaro. «Io - ha evidenziato - faccio una considerazione molto pragmatica: il nostro piano vaccinale è arrivato a somministrare circa trenta milioni di dosi, proseguendo su questo ritmo significa che ad agosto avremo somministrato oltre settanta milioni di dosi e oltre venti milioni di italiani saranno vaccinati.»

«Io - ha proseguito - credo ragionevole dare delle prospettive ai cittadini. Se continuiamo a sostenere che giustamente il vaccino è l’unica via d’uscita da questa pandemia, dobbiamo dire anche con con coraggio e con chiarezza che dobbiamo dare delle prospettive e dobbiamo intravedere un periodi in cui all’aperto possiamo iniziare a pensare di togliere le mascherine. Io credo che agosto, con le dosi somministrate, potrebbe essere il momento in cui fare questa valutazione».

Ad agosto, dunque, quantomeno all’aperto (non ancora al chiuso) potrebbe essere compiuto il primo passo sul fronte mascherine. Non resta che attendere fiduciosi, confidando che i segnali incoraggianti trovino ancora riscontri su tutti i fronti. Al momento resta fondamentale a livello individuale continuare ad adottare i comportamenti necessari a evitare la diffusione del contagio.