Quando finirà la pandemia Covid? Le parole del professor Remuzzi

Quando finirà la pandemia Covid? Le parole del professor Remuzzi

Lo scienziato, direttore dell’istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha offerto molti chiarimenti in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

La fine della pandemia Covid ha una scadenza prevedibile? Esiste un momento in cui si potrà dire che tutti i problemi sono alle spalle? Sono domande che si pongono in tanti, in Italia come nel mondo.

Per offrire risposte che siano conformi alla realtà delle cose è opportuno affidarsi al punto di vista della scienza. E sono, in tal senso, molto interessanti le parole rilasciate dal Giuseppe Remuzzi al Corriere della Sera dell’1 ottobre.

A parlare è il direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Scienziato di fama internazionale, nonché unico italiano nel comitato di redazione della riviste «The Lancet»

Quando finirà la pandemia? La situazione è da analizzare a livello mondiale

Si parte dallo status delle cose. I numeri della pandemia, giorno dopo giorno, segnalano un andamento incoraggiante, anche grazie all’effetto dei vaccini. Non è, però, il momento di abbassare la guardia.

«Finché - ha spiegato - il virus non sarà sotto controllo non possiamo farci illusioni. Se si riesce a confinarlo in certe aree non è più pandemia, ma epidemia. Non dimentichiamo che solo due volte nella storia le malattie virali sono state completamente eradicate: il vaiolo e la peste bovina. E in entrambi i casi c’è stata una vaccinazione massiva di tutto il mondo. È comunque raro che una epidemia finisca del tutto, perché i virus comunque rimangono negli animali e continuano e mutare».

Resta, dunque, la necessità al momento di usare la prudenza nell’affrontare la quotidianità. Ci potrà, però, essere un momento in cui ci si potrà sentire più tranquilli. «Quando - ha chiarito Remuzzi - ci avvicineremo al 90% di vaccinati, compresi giovani e bambini». Tra le dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera c’è una che si esprime su quest’aspetto volgendo lo sguardo ad un orizzonte più ampio rispetto al solo territorio italiano

«L’epidemia non finirà finché non siamo capaci di vaccinare tutti, ovunque. Se continuiamo a guardare solo a noi, non se ne uscirà. Bisogna mettere insieme tutta la tecnologia disponibile in ciascun Paese per avere conoscenze e impianti capaci di sviluppare vaccini sempre più sofisticati per poter vaccinare il mondo intero.»

Serve una campagna vaccinale diffusa a livello mondiale

Dalle parole di Remuzzi si evince in maniera chiara quanto il superamento di questa fase epocale passi per una campagna vaccinale quanto più diffusa possibile. Solo dopo potrà, eventualmente, essere il momento di poter immaginare una normalità da ritrovare nella sua interezza.

Un obiettivo da raggiungere evidentemente con una sinergia internazionale che possa aiutare anche i Paesi emergenti. E la prossima sfida per portare il mondo fuori dalla pandemia potrebbe essere questa.

Remuzzi, tra l’altro, non ha escluso che la vaccinazione non debba essere fatta ogni anno, evidenziando come tra le immunizzazioni per il Coronavirus e quelle canoniche «a un certo punto si riusciranno a bloccare le manifestazioni più gravi della malattia».