Quando finirà la pandemia Covid? Il punto del professor Crisanti

Il docente di Microbiologia di Padova ha spiegato che a luglio potremmo togliere la mascherina all’aperto e forse a ottobre-novembre al chiuso, ma ci saranno altri aspetti da tenere in considerazione

Il professor Andrea Crisanti, in questi mesi, è stato tra coloro che ha spesso predicato la necessità di prudenza in relazione alla strategia di contrasto al Covid. Oggi, però, anche lui non ha problemi a mettere in chiaro come la situazione in Italia abbia rischi minori rispetto a qualche settimana fa, quando non aveva mostrato particolare approvazione per la scelta di riaprire già ad aprile.

Covid in Italia, secondo Crisanti oggi c’è una maggiore sicurezza

“Il virus non è scomparso". È la puntualizzazione che ha aperto un suo discorso più articolato e condotto da ospite di SkyTg24 e ripreso anche dall’Adnkronos. A parere del docente di Microbiologia dell’Università di Padova oggi c’è una «massa notevole» che funge da blocco per la diffusione dell’infezione.

Il professore ha fatto chiaramente riferimento a quello che è «un elevato numero di persone vaccinate» (circa venticinque milioni ed una stima di «probabilmente quattordici milioni di guariti».

In relazione ad una fase che oggi sta gradualmente portando ad un ritorno verso la normalità con riaperture da fare con precisi protocolli di sicurezza, Crisanti ha dichiarato: «Determinati comportamenti in queste condizioni sono più sicuri di quanto non lo fossero due o tre mesi fa».

Covid, considerata la situazione in Inghilterra in Italia i numero potrebbero essere sottostimati

La situazione è in via di miglioramento. Lo raccontano i dati del bollettino quotidiano, ma anche le ospedalizzazioni, i conseguenti ricoveri in terapia intensiva e le morti. Resta, però, sempre attuale una questione legata alla capacità di tracciamento del virus che, ancora oggi, porterebbe ad una sottostima di quella è la diffusione reale. E un parametro che secondo Crisanti, in tal senso, è il confronto con un paese che, invece, ha una maggiore capacità di monitoraggio.

«L’Inghilterra - ha spiegato il professore - fa circa un milione di tamponi al giorno e hanno 5-6000 casi, in leggero aumento. Noi ne abbiamo la metà e facciamo molti meno tamponi. Sicuramente non è un dato reale, confrontato anche poi al numero dei decessi. L’Inghilterra c’ha un numero di decessi intorno ai 4-5 al giorno e noi solo da pochi giorni siamo scesi sotto ai 100. C’è sicuramente una sottostima della trasmissione virale in Italia, questo non toglie che sia in diminuzione».

Quando finirà la pandemia?

Crisanti si è, inoltre, allineato al pensiero scientifico secondo cui il primo step sarà togliere la mascherina all’aperto e solo in un secondo tempo al chiuso. Occorrerà, dunque, aspettare ancora l’avanzare della campagna vaccinale al ritmo attuale per poter immaginare di concedersi le prime libertà in merito.

Il microbiologo ha ipotizzato «luglio» come possibile stop al dispositivo di protezione personale all’aperto e «ottobre-novembre» al chiuso. La condizione, per quest’ultimo punto, è che si dimostri «che la vaccinazione dura per lo meno un anno».

E oltre questo, continuerà ad essere necessario tenere la situazione sotto controllo a livello sanitario, tenuto conto sarà cruciale mantenere attiva la sorveglianza rispetto all’emersione di varianti.

«La pandemia - ha evidenziato lo scienziato nelle parole riportate dall’Adnkronos - finirà quando svilupperemo un vaccino adatto ai Paesi poveri. Che costi 50 centesimi, che non abbia bisogno della catena del freddo e che sia monodose».

Un punto di vista che segnala ancora una volta un’esigenza che trova accordo nel mondo scientifico: la necessità di mettere in sicurezza il mondo per evitare lo sviluppo di varianti.

Circostanza che, tra l’altro, potrebbe riguardare prevalentemente i paesi più poveri alla luce di una serie di contingenze che paiono favorire la diffusione e la mutazione del virus. Dalla grande densità demografica alla difficoltà a mettere in campo misure di contenimento.

Fine dell’epoca del Covid: un’ipotesi deducibile dalle parole degli scienziati

Provando a dare un’interpretazione alle parole dello scienziato, si può pensare che tra qualche mese in Italia e nei paesi con alti livelli percentuali di vaccinati si potrà puntare ad avere una situazione vicina alla quotidianità pre-Covid.

Resta, però, la necessità di monitorare la possibile emersione di varianti fino al momento in cui la diffusione del virus sarà bloccata in tutto il mondo attraverso una campagna di vaccinazione massiva. Saranno probabilmente questi gli ultimi step per poter pensare di arrivare all’agognata fine della pandemia.

La buona notizia è che, stando alle parole di Crisanti, ben prima e già nei prossimi mesi, almeno nella quotidianità dei cittadini, si conta di avere un percorso deciso verso la normalità, già iniziato con le riaperture di queste settimane.