Puglia, Emiliano e l’ordinanza di Pasqua che manda in confusione

Ormai si procede a colpi di ordinanza, questo è triste, ma chiaro. Poco chiaro è invece il messaggio che trapela dall’ultima ordinanza della Regione Puglia (emanata la sera di Pasqua) che ha letteralmente mandato in confusione le famiglie pugliesi. C’è chi lo ha definito un vero e proprio «rompicapo».

Il riferimento è dunque all’ordinanza di ieri che prevede che le scuole di tutti i gradi, tra cui le scuole secondarie di secondo grado, debbano garantire la didattica a distanza alle famiglie che ne facciano richiesta. Ma il decreto-legge n. 44 parla apertamente di didattica a distanza per tutte le scuole secondarie di secondo grado della zona rossa fino al 30 aprile. In presenza, come è risaputo, torneranno da mercoledì soltanto le scuole dell’infanzia, le scuole della primaria e quelle del primo anno della secondaria di primo grado.

L’ordinanza di Pasqua in Puglia manda in confusione la scuola

Allora, perchè inserire anche le scuole secondarie di secondo grado tra coloro che devono garantire la dad a chi ne faccia richiesta? Probabilmente (ma è solo un’idea) si è voluta inserire quell’ipotesi, sperando che fino al 30 Aprile la Puglia potesse uscire dalla zona rossa e tornare in zona gialla o arancione. Ipotesi, al momento poco percorribile, visto che la Puglia è tra le regioni che al momento vedono salire maggiormente il numero di casi rispetto alle scorse settimane. Nello specifico, è Taranto la provincia con l’incremento maggiore di casi Covid (seconda in Italia per incremento di casi positivi, dopo quella di Prato).

Foto principale: caruccifotografia