Prorogato stato d’emergenza, Sileri spiega a cosa servirà

Il sottosegretario del Ministero della Salute ne ha parlato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera

«È una piccola proroga, ma necessaria». Sono le parole rilasciate al Corriere della Sera del 14 dicembre con cui Pierpaolo Sileri, sottosegretario del Ministero della Salute, si è espresso su ciò che si annida all’orizzonte: la prosecuzione dello stato d’emergenza per l’Italia. Una scelta che dovrebbe portare lo status ad essere esteso fino al prossimo 31 marzo e che era in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Situazione Covid in Italia ancora sotto controllo, ma numeri in crescita

Grazie ai suoi elevati livelli di diffusione della vaccinazione l’Italia è in una situazione sensibilmente migliore rispetto a chi ha vaccinato di meno. Tuttavia, l’obiettivo è adesso correre con le terze dosi e se possibile convincere ancora chi rientra nelle sacche di resistenza rispetto alla volontà di non farsi inoculare il vaccino contro il Covid.

Nel frattempo c’è da prendere contezza con una situazione, che seppur ancora sotto controllo, deve essere valutata con attenzione. «Lo scorso mese - ha ricordato Sileri - i posti letto delle terapie intensive erano occupati, nella media italiana, per il 4%. Ora siamo arrivati al 9%. Ecco perché serve lo stato di emergenza».

A cosa serve lo stato d’emergenza? Le parole di Sileri

Come è noto lo stato di emergenza è propedeutico alla possibilità di mantenere strutture e organismi create ad hoc per fronteggiare l’emergenza Covid, ma soprattutto permette di snellire alcuni processi in una fase in cui bisogna continuare a correre nel prendere provvedimenti contro il virus od anche semplicemente nell’organizzare la campagna vaccinale.

«Lo stato di emergenza - ha evidenziato Sileri - reca con sé i vantaggi di poter attivare azioni in forma immediata. Ha il cosiddetto potere di ordinanza e questo consente in tutta la filiera della lotta al coronavirus di poter fare l’approvvigionamento, la distribuzione, la logistica, qualunque cosa serva».

Stato d’emergenza e variante Omicron, gli scenari da capire

Una fase che fornirà anche evidentemente un punto di vista privilegiato rispetto ai possibili prossimi scenari. «Lo stato di emergenza - ha aggiunto il sottosegretario - serve, in ultima analisi, anche per valutare l’impatto di questa variante che è arrivata dal Sudafrica».

Si attendono i dati che possano confermare con evidenze scientifiche solide quelle che solo le informazioni che fino al momento vengono fornite in attesa di riscontri più certi. Tra questi si parla di una più elevata contagiosità e della possibilità che tre dosi di vaccino siano adeguate a contrastarne efficacemente la patogenicità.

E poi si discute anche della possibilità che le sue innumerevoli mutazioni possano, in qualche modo, fare da apripista all’ipotesi che possa rappresentare una mutazione del virus benevola tale da generare una malattia come l’influenza. «Questa - ha ammesso Sileri - è una cosa che ovviamente ci auguriamo tutti. Per adesso sembra che sia decisamente più contagiosa».