Autore: Redazione

Laurea

27
Nov

Professioni a rischio povertà: dagli architetti agli psicologi, quando la laurea diventa una condanna

L’Istat dirama la lista delle professioni a rischio povertà. Tra architetti, psicologi e veterinari, ce n’è per tutti i gusti. E la laurea a che serve?

Studiare una vita, fare sacrifici, specializzarsi, iscriversi agli Albi, esercitare, pagare migliaia e migliaia di euro di tasse. Fino a qualche anno fa tutto ciò era considerato un dovere da espletare per potersi garantire una vita migliore, agiata se vogliamo. Oggi invece, queste stesse azioni sono diventate sinonimo di povertà. Architetti, psicologi, veterinari; lauree che oggi non servono più a nulla, se non a essere classificati tra i "professionisti a rischio povertà". La laurea diventa una condanna, una perdita di tempo, il futuro non ricompensa il passato.

La crisi ha infatti comportato uno squilibrio sempre più preoccupante: mentre aumentano gli iscritti agli ordini, il lavoro diminuisce e le professioni che prima garantivano un reddito alto, adesso dichiarano un reddito lordo vicino alla soglia di povertà.

Secondo i dati pubblicati dall’Istat, parliamo di una cifra media pari a 985 euro al mese.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono queste professioni.

Psicologi
Si parte dagli psicologi che nel 2012 e nel 2013 hanno dichiarato un reddito medio pari a 15.871 euro lordi, 200 euro in meno rispetto al 2007. .
Il loro numero, nello stesso arco di tempo, è salito di 13,959 unità, e nel 2012 era pari a 41.870 psicologi iscritti all’Enpap.

Guardando ai più giovani, la situazione peggiora sempre di più. Il reddito lordo degli under 40 al 2012 è infatti pari a 9.063 euro, quasi 3.000 euro meno di quello dichiarato nel 2007 (11.929 euro).

Veterinari
Non se la passano meglio i veterinari. Nel 2012 il reddito medio dichiarato era pari a 14.600 euro, + 6% rispetto al 2012.
Nello stesso anno a esercitare questa professione erano in 27.424, +1,8% rispetto al 2011 e +9,47% rispetto al 2007.

Parlando degli under 40, due anni fa il reddito lordo è stato pari a 10.201 euro, 200 in meno rispetto a sette anni prima.

In questo caso però c’è un aspetto positivo: quella dei veterinari è l’unica professione che rispetto al 2007 ha registrato un aumento, seppur poco rilevante ( +1,78%) del reddito medio.

Geometri
Non hanno una laurea, ma vengono comunque inseriti nella categoria dei professionisti e spesso guadagnano di più di chi «il pezzo di carta» ce l’ha eccome. Nel 2012 il reddito lordo medio era di 18.926 euro, il 10% in meno rispetto al 2007.
Nel caso dei geometri si riscontrano poi differenze reddituali tra uomini e donne. Tra i giovani due anni fa la media era di 15.407 euro (uomini) e 12.594 euro (donne).
Secondo quanto rilevato dall’istat, nel 2013 il reddito di questa categoria è sceso di circa 1.000 euro.

Architetti
Gli iscritti all’Albo sono più di 152mila, di cui il 40% donne. Il reddito medio dichiarato nel 2012 è pari a 17.063 euro, ma anche in questo caso si riscontrano differenze tra uomini e donne: 20.071 euro per i primi, 12.546 per le seconde.
Secondo Inarcassa, la differenza tra reddito professionale di uomini e donne era pari, nel 2012, al 64% e all’85% nel 2000.
A preoccupare è soprattutto la situazione degli architetti under 40. Le poche prospettive di carriera hanno fatto si che il loro numero si sia ridotto parecchio e tra il 2010 e il 2013 erano il 33% del totale.

Geologi
23.512 euro di reddito medio lordo per i geologi nel 2012, 4mila euro in meno rispetto al 2011. Gli under 40 guadagnano in media 15.587 euro; quasi il doppio il reddito tra i 41 e i 60 anni (27.003 euro)
La differenza tra uomini e donne anche è abissale: nel 2012 gli uomini hanno guadagnato in media 25.841 euro, le donne 13.570 euro.

Agronomi forestali
24.613 euro di reddito medio nel 2012, 15.735 per i giovani sotto i quarantanni. Anche in questo caso, il reddito diverge in base al genere: 25.688 euro per i maschi, 15.185 euro per le femmine.