Privatizzazioni: Saccomanni accelera su Poste ed Enav, «nel 2014 benefici per 8-9 miliardi»

Il Ministro dell’Economia Saccomanni va avanti sulla strada delle privatizzazione premendo l’acceleratore sul piano che riguarda Poste Italiane e Enav. Nel corso di un’audizione del Senato il Ministro ha dichiarato: «in relazione alla prima fase di privatizzazione, che si intende concludere entro l’anno, ritengo possa essere considerata attendibile una stima complessiva di benefici finanziari per lo Stato dell’ordine di 8-9 miliardi di euro».

Il Ministro ammette che si tratta di cifre modeste rispetto al debito pubblico italiano, sul quale la privatizzazione dovrebbe agire positivamente, ma sottolinea l’importanza di mandare un segnale positivo a Bruxelles.

Inoltre, aggiunge Saccomanni, il governo starebbe prendendo in considerazione anche la possibilità di vendere partecipazioni che potranno essere realizzate da proprie società controllate. Il riferimento, precisa Saccomanni, è «a Ferrovie dello Stato e a Cassa depositi e prestiti, in particolare con l’apertura al capitale privato di Fincantieri».

Poste e Enav
Mantenendo il controllo pubblico «per Poste ed Enav non si compromettono gli obiettivi strategici» ha chiarito subito il Ministro, aggiungendo che la vendita di parte del capitale non dovrebbe avere alcun effetto negativo.

Sui tempi delle privatizzazioni Saccommani accelera su Poste ed Enav assicurando che il governo vuole chiudere le operazioni di vendita delle azioni «nel miglior modo possibile e in tempi brevi».

Prima di mettere sul mercato le quote della società però sarà opportuno verificare la situazione dei mercati finanziari e avviare l’operazione in un momento propizio. Il Ministro comunque porta avanti il progetto di privatizzazioni, contando di nominare a breve i consulenti legali e finanziari per poter avviare le necessarie iniziative funzionali alla realizzazione dell’operazione.

L’apertura di Poste Italiane ad attori privati «potrebbe determinare ulteriori processi di miglioramento delle performance aziendali nei prossimi anni, con conseguente crescita del gruppo he potra’ beneficiare anche di un nuovo canale di approvvigionamento per il supporto delle proprie strategie di sviluppo e rafforzamento competitivo» conclude il Ministro.

Fincantieri
Per Fincantieri «la riduzione della quota di partecipazione dello Stato potrebbe discendere da un aumento di capitale della società da realizzarsi contestualmente all’operazione di quotazione» ha chiarito il Ministro dell’Economia.

«La società - ha aggiunto - risulterebbe rafforzata dal punto di vista finanziario e patrimoniale, le accresciute risorse potrebbero favorire il potenziamento della strategia industriale».

Al momento è necessario attendere la risoluzione delle turbolenze politiche per sapere chi sarà il prossimo Ministro dell’Economia del governo Renzi. Il toto-nomi è già partito.