Pianeta Marte: grazie alla sonda Insight è ora nota la struttura interna

Per l’apporto delle più moderne tecnologie, oggi sappiamo qualcosa di più sul Pianeta Marte. Sorprende lo stato liquido del nucleo.

Il pianeta Marte è sempre stato fonte di ispirazione per romanzi e produzioni cinematografiche. Oltre ad essere l’obiettivo della prima futura colonizzazione da parte dell’uomo, al di là del globo terrestre, il pianeta rosso è ora stato mappato dal lander InSight della Nasa.

In buona sostanza, in virtù delle avanzate tecnologie utilizzate e dello studio della propagazione delle onde sismiche che scuotono Marte, gli scienziati hanno scoperto la sua struttura interna.

Sicuramente si tratta di un’operazione di assoluto rilievo scientifico, giacchè si può adesso analizzare una serie di elementi prima ignoti. Ci riferiamo alle dimensioni del nucleo, la struttura del mantello e lo spessore della crosta. Finora soltanto del nostro pianeta conoscevamo questi dati.

Il pianeta Marte è ora meno sconosciuto grazie a tre significativi studi internazionali

La struttura interna del pianeta Marte è stata individuata grazie all’apporto di tre studi internazionali che hanno comprensibilmente conquistato la copertina della rivista Science.

Questi studi appaiono tanto più rilevanti se consideriamo che oggi Marte è sotto la lente di varie sonde spaziali. Ci riferiamo alla statunitense Mars 2020 alla ricerca di vita, alla sonda cinese Tianwen-1 e quella araba Hope. Sapere nel dettaglio com’è fatto il pianeta rosso certamente aiuterà a pianificare un eventuale insediamento degli essere umani su Marte, quasi a voler trasformare i film di fantascienza in realtà.

La struttura interna del pianeta Marte riserva qualche sorpresa

Come accennato, la sonda Insight è riuscita a identificare caratteristiche del pianeta, prima ignote. Ciò è stato possibile in virtù di un sismometro molto sensibile, in grado di rivelare tremori del sottosuolo delle dimensioni di un atomo di idrogeno.

In particolare, il lander della Nasa ha cominciato a individuare sismi nel pianeta Marte quasi due anni fa, attestando di fatto che i terremoti fanno parte di questo corpo celeste. Questi sismi hanno solitamente origine nella crosta e la loro estensione al sottosuolo ha consentito di rilevare la struttura interna del pianeta rosso, per la prima volta. In passato, detta struttura era stata dedotta soltanto da modelli teorici.

La vera sorpresa è il grande nucleo, con un raggio di quasi 1.830 chilometri, ossia più o meno la metà di quello del pianeta. Infatti gli esperti sottolineano che incredibilmente il nucleo sarebbe ancora liquido e non solido come gli scienziati ritenevano. Appare meno denso rispetto ai modelli ideati in passato, caratterizzato da una lega di ferro e nichel con altri elementi più leggeri e arricchito di zolfo.

Concludendo, secondo Giacomo Carrozzo, ricercatore dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf, ciò fa pensare che in passato sul pianeta Marte potrebbe essere esistito un campo magnetico simile a quello della Terra, capace di fare da protezione per possibili forme di vita, contro radiazioni e vento solare.

Ma il percorso di scoperta di questo corpo celeste è ancora lungo e certamente le nuove future rilevazioni sveleranno particolari altrettanto interessanti. LEGGI ANCHE: All’età di 11 anni ottiene la laurea in fisica, è il belga Laurent Simons