Per Brunetta ipotesi di «super green pass»: cosa è e a cosa servirebbe

Per Brunetta ipotesi di «super green pass»: cosa è e a cosa servirebbe

Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta è stato intervistato dal Corriere della sera

Non un obbligo vaccinale, ma un "super Green Pass". È l’ipotesi che emerge per il futuro dalle parole del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Una soluzione da prendere in considerazione qualora l’evoluzione della situazione epidemiologica, oggi in Italia migliore di quasi tutta Europa, dovesse prendere una piega che non si auspica. Ne ha parlato nell’ambito di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 20 novembre.

Brunetta: «La strada è un super Green Pass responsabile e condiviso»

A fronte di uno zoccolo duro di "irriducibili No-Vax”, secondo il ministro la strada più percorribile sarebbe quella di mettere in campo una versione superiore della certificazione verde riservata a chi è vaccinato. «La strada - ha spiegato Brunetta - è un super green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l’egoismo di alcuni».

Mentre nel resto d’Europa si adottano nuove restrizioni e in paesi come l’Olanda si protesta contro un lockdown parziale, l’Italia sa di beneficiare di una situazione migliore ma anche di dover esser pronta anche a scenari peggiori.

In Italia resta sempre il sistema a colori, con possibili restrizioni in caso di peggioramento indicatori ospedalieri

L’orientamento, come è noto, è quello di mantenere il sistema a colori. Se si raggiungono contemporaneamente le soglie di allerta prestabilite dal bianco le regioni possono finire in giallo, poi in arancione e poi in rosso.

Il giallo rappresenta uno scenario in cui, tutto sommato, le norme di contenimento non portano ad un considerevole aumento delle limitazioni. Diverso sarebbe, però, il discorso se si dovesse finire in arancione, livello per il quale sono previste norme che vanno ad incidere anche sulle attività produttive.

A quel punto, sulla base dell’alta percentuale di persone vaccinate si potrebbe scegliere di operare in maniera diversa, magari facendo entrare in gioco il “super green pass”. «Se ci saranno cambi di colore - ha dichiarato Brunetta al Corriere - perché devono pagare tutti gli italiani vaccinati, per colpa dello zoccolo duro dei no vax, estrema minoranza, sempre più invisa? Se gli indicatori ospedalieri dovessero peggiorare, penso sia il caso di rafforzare il green pass escludendo i non vaccinati da alcune attività sociali”.

Super green pass per accedere a quale attività?

Poi il passaggio specifico sulle attività alle quali il ministro fa riferimento- «Ristoranti, stadi, piste da sci, teatri, cinema, discoteche. Perché - ha incalzato Brunetta - far pagare a tutto il mondo del terziario urbano, della cultura, dello sport e del tempo libero con restrizioni che rischiano di ripiombarci in lockdown parziali? Vorrebbe dire costi di impresa, ristori, deficit, crisi, nuovo crollo dei consumi».

Rispetto al mondo del lavoro, Brunetta ha invece espresso la possibilità di una prosecuzione della strategia del «green pass standard» pur parlando di possibili eccezioni. Il riferimento è andato all’estensione della terza dose per le categorie già sottoposte ad obbligo come chi opera nelle strutture sanitarie e nelle Rsa.

Riguardo ad un possibile «super green pass» per chi lavora nel mondo della scuola Brunetta ha segnalato il bisogno di riflessioni con il «ministro competente», ammettendo di vedere «bene l’obbligo della terza dose per chi lavora agli sportelli della pubblica amministrazione».