Autore: Carmine Orlando

Pensione

Pensioni news: Quota 98 e Quota 101. In cosa consistono?

Flessibilità in uscita dal lavoro: sul tavolo di governo e sindacati, pensione Quota 98 per lavori gravosi e Quota 100 per tutti gli altri.

Procede incessantemente la discussione sulla riforma pensioni. Dato per scontato che Quota 100 è destinata a non essere rinnovata dopo la sua naturale scadenza, fissata al 31 dicembre 2021, spuntano altre ipotesi di flessibilità sui tavoli di dialogo e confronto tra governo e sindacati. Una di queste è costituita da Quota 98, a fruirne dovrebbero essere i lavoratori che svolgono attività gravose. L’altra è Quota 101, destinata al resto della platea.

Una sempre maggiore flessibilità in uscita dal lavoro è ormai diventata da tempo l’obiettivo principale dei sindacati, servono nuove forme di pensione anticipata per evitare lo scalone dei 5 anni della Legge Fornero. D’altro canto, il governo deve valutare le varie proposte, al fine di non gravare troppo sui conti pubblici. La soluzione ideale è trovare il giusto compromesso tra l’età anagrafica e l’età contributiva con cui accedere al prepensionamento.

Quota 98 pensione anticipata

Negli ultimi giorni, i sindacati hanno proposto una doppia flessibilità in uscita dal lavoro, come già anticipato, la prima riguarda Quota 98 ed è destinata a coloro che compiono lavori gravosi. I requisiti per accedervi sono 62 anni d’età e 36 anni di contributi versati, rispetto a Quota 100 diminuiscono gli anni contributivi (36 invece di 38), un cambio che vuole favorire un accesso più facile alla pensione per chi lavora in condizioni usuranti. In questo caso, l’assegno mensile non verrebbe toccato, o comunque lo sarebbe in misura minima.

Quota 101 pensione anticipata

L’altra proposta riguarda Quota 101 ed è destinata a tutti i lavoratori che non svolgono mansioni gravose, lavori usuranti, insomma, che non rientrano nelle categorie che potrebbe usufruire di Quota 98. Per accedere a Quota 101, si devono possedere i seguenti requisiti: 64 anni d’età e 37 di contributi versati. A differenza del caso precedentemente indicato (Quota 98), l’assegno mensile pensionistico sarebbe soggetto a una riduzione dell’importo da quantificare.

All’apparenza, Quota 101 potrebbe sembrare penalizzante, in realtà, sarebbe un meccanismo di uscita dal lavoro migliore, in previsione della scadenza di Quota 100, che significherebbe poter accedere solo alla pensione di vecchiaia, quindi a 67 anni. Con l’introduzione di Quota 101, dal 1° gennaio 2022 si potrebbe andare in pensione evitando la scalone di 5 anni previsto dalla Legge Fornero, quindi a 64 anni, nonostante un taglio sull’assegno.