Pensioni: aumenta l’importo dopo aver chiuso la sanatoria delle cartelle, supplemento o ricostituzione

Pensioni: aumenta l'importo dopo aver chiuso la sanatoria delle cartelle, supplemento o ricostituzione

Anche i mancati pagamenti Inps sono finiti i rottamazione delle cartelle e sanatorie fiscali e per chi ha adempiuto è il momento di far valere i nuovi periodi.

Per chi aveva contenziosi con l’Inps, relativi a mancati pagamenti dei contributi ma è comunque in pensione, è possibile, se i contenziosi sono stati risolti, chiedere l’aumento della propria pensione. Infatti anche se tardivi e soggetti a riscossione coattiva, ed anche se sanati con i vari provvedimenti di rottamazione cartelle e debiti degli ultimi anni, i contributi previdenziali una volta versati possono essere utilizzati per la liquidazione della pensione, anche se già in essere.

Necessario sanare la posizione

Non è raro trovare contribuenti che sono ormai in pensione pur non avendo provveduto a versare alcuni anni di contributi. I versamenti previdenziali sono un obbligo per legge e non versarli espone il lavoratore a problematiche come possono essere le cartelle esattoriali o la riscossione forzata da parte dei Concessionari alla riscossione.

In genere nel momento in cui un lavoratore presenta domanda di pensione, se ha dei ritardi nei pagamenti, l’Inps chiede prima la risoluzione di questi ritardi e poi liquida la pensione. Negli ultimi anni questo è l’orientamento dell’Istituto Previdenziale, un orientamento facilitato dagli automatismi dettati dalla digitalizzazione di tutte le operazioni.

In passato però le pensioni, per chi nonostante i debiti contributivi aveva gli anni di versamenti utili alla pensione, venivano ugualmente liquidate. Naturalmente la liquidazione non teneva conto dei contributi non versati anche se dovuti. Una volta sanata la posizione debitoria però, i contributi di cui l’Inps non ha tenuto conto nella liquidazione dell’assegno, possono tornare buoni.

Ricostituzione di pensione o supplemento, questi i due strumenti

Quando si dice di contributi che tornano utili alle pensioni significa che possono essere utili a farsi aumentare la pensione dal momento che non essendo pagati al momento della liquidazione dell’assegno, non sono stati conteggiati nell’importo del rateo di pensione spettante.

Con l’ausilio della Pace fiscale, del saldo e stralcio e delle rottamazioni delle cartelle, tutti provvedimenti di sanatoria che ormai da anni fanno capolino in ogni legge di Bilancio, sanare i debiti fiscali e tributari è diventato più facile e meno oneroso, con molti contribuenti che hanno sfruttato o stanno sfruttando le sanatorie.

Pagare vecchi debiti senza sanzioni o interessi, o con lauti sconti in stile condono, ha spinto i contribuenti a fare pace con il fisco, compresi molti pensionati. Se le rate delle rottamazioni sono state completate e se tra le varie cartelle c’erano anche quelle relative ad eventuali pendenze contributive con l’Inps, si può chiedere la ricostituzione della pensione.

Lo strumento è di fatto un ricalcolo della pensione per svariati motivi e tra questi c’è anche quello contributivo. Lo strumento è da sempre utilizzato dai pensionati che continuano a svolgere lavori anche dopo la quiescenza, versando contributi nonostante la pensione sia già stata liquidata dall’Inps.

Con la ricostituzione per motivi contributivi (ma può essere anche per motivi reddituali per esempio, se alcuni redditi determinanti per l’importo della prestazione vengono meno o si aggiungo dopo essere andati in pensione), si chiede all’Inps di voler ricalcolare la pensione alla luce della nuova contribuzione versata.

Ed anche le eventuali rate completate di una rottamazione cartelle che fa riferimento a debiti contributivi pregressi può essere un valido motivo di ricostituzione della pensione. I contributi pagati con le cartelle esattoriali, a prescindere che siano in sanatoria o meno, vengono quindi conteggiati ai fini della pensione.

Altro strumento utile può essere la richiesta di supplemento di pensione. La differenza è che con la ricostituzione si possono far valere periodi anche antecedenti la liquidazione della pensione, mentre per il supplemento si può richiedere un surplus di pensione a seguito di versamenti contributivi che si riferiscono a periodi successivi alla decorrenza della pensione.