Pensioni, Landini: «Flessibilità per uscire a partire da 62 anni»

Il segretario generale della Cgil ha parlato di pensioni in un’intervista rilasciata a Repubblica

La riforma pensioni è un tema che, da ormai diversi anni, rappresenta un punto cruciale per il futuro dell’Italia. In attesa del 2022, l’autunno viene ritenuto una snodo fondamentale per capire quello che potrà essere l’orientamento del governo Draghi. Nell’ambito di una lunga intervista rilasciata a Repubblica del 19 settembre, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha parlato anche di sistema previdenziale, esponendo la proposta del sindacato in materia di uscita dal mondo lavorativo.

Pensioni, Quota 100 ad esaurimento a fine 2021

La fine del 2021 corrisponderà alla fase in cui andrà ad esaurimento Quota 100. La misura introdotta dal governo Conte 1 (quello con Lega e Movimento 5 Stelle) consente, come è noto, l’uscita a 62 anni con 38 di contributi. Un’opzione per molti lavoratori che, in attesa di capire quale potrà essere l’eventuale cambiamento, lascerebbe spazio alla possibilità d’uscita unicamente con i requisiti disposti dalla legge Fornero. Questo, di fatto, porterebbe alla presenza di uno “scalone” che, tra un anno e l’altro, comporterebbe lo spostamento del limite pensionabile di cinque anni.

Esempio di «scalone»

Chi avrà 62 anni nel 2021, così come accaduto in tutti anni di Quota 100, avrà tra le opzioni quella di poter andare in pensione, viceversa nel 2022 bisognerebbe arrivare a 67 anni. Ma questo resta un orizzonte da verificare, tenuto conto che potrebbero essere introdotte soluzioni differenti.

Pensioni, le parole di Landini (Cgil)

Sotto questo punto di vista risulta molto chiara quella che è la proposta esposta da Maurizio Landini, segretario generale della Cigl. "Serve - ha dichiarato a Repubblica - flessibilità per uscire a partire da 62 anni”.

«E poi - ha specificato - tre questioni: uscita anticipata per coloro che svolgono lavori gravosi, pensione di garanzia per i giovani con vuoti contributivi e periodi di non lavoro, riconoscere le differenze di genere a favore delle donne che hanno pagato di più la crisi, penso ad un anno di contributi per ogni figli».

Pensioni, Orlando ha già chiarito che «il tavolo è aperto»

Sul tema pensioni, con particolare riferimento a Quota 100, si era espresso anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando in un’intervista a La Stampa del 18 settembre.

«Il tavolo - nelle dichiarazioni riportate da La Stampa - è aperto e presto mi vedrò con il ministro Franco. Quota 100 ha fatto parti uguali per situazioni diverse, ha consentito di andare in pensione a lavoratori in condizioni molto differenti, per l’80% si tratta di uomini. In futuro bisogna tenere conto del tipo di mansione svolta, alcune sono più usuranti di altre, e di evitare la discriminazione di genere».

Si attende adesso di capire quelli che potranno essere gli sviluppi in vista del futuro prossimo.