Pensione: i nati nel 1960 possono andare in pensione con quota 82

Pensione: i nati nel 1960 possono andare in pensione con quota 82

Subito in pensione e già a 62 anni, non sono pochi i fortunati che escono con 20 anni di contributi

Si parla tanto di quota 102 come soluzione al post quota 100. Ma di quota in quota esiste una possibilità per chi è nato nel 1960, di uscire nel 2022 con una sorta di quota 82.

E pare che si tenda ad allargare sempre più la platea dei potenziali aventi diritto a questa misura, meglio conosciuta come contratto di espansione. Infatti si va a ridurre la dimensione aziendale utile a poter attivare questa particolare tipologia di scivolo pensionistico.

La pensione con 62+20, come funziona il contratto di espansione

Si allarga la possibilità di pensionati con il contatto di espansione. Mentre si attendono conferme su quota 102, con la soluzione 64+38 idonea secondo i legislatori, a superare la quota 100, per una cospicua platea di lavoratori continua ad essere fruibile la quota 82, cioè il pensionamento a 62 anni con 20 di contributi.

Ciò che era possibile inizialmente solo per aziende di grandi dimensioni è stato esteso piano piano anche ad aziende più piccole, fino ad arrivare a quelle con dotazione organica di almeno 50 dipendenti.

Possono attivare il contratto di espansione (così si chiama la misura) le aziende con almeno 50 lavoratori a libro paga. E con questa misura le stesse aziende possono offrire ai loro dipendenti, l’uscita dal lavoro con solo 62 anni di età e con soli 20 anni di contributi versati.

Il contratto di espansione inseriti nella bozza della manovra finanziaria

È stata la bozza della legge di Bilancio licenziata due giorni fa dal Consiglio dei Ministri a stabilire il potenziamento della misura che di fatto viene estesa anche a piccole imprese con 50 o più lavoratori dipendenti.

Con la misura si offre un pensionamento anticipato ai lavoratori che si trovano a 5 anni dai 67 per la pensione di vecchiaia o a 5 anni dalla pensione anticipata.

L’azienda arriverebbe ad erogare un assegno pari alla pensione maturata alla data di attivazione del contratto di espansione.

Un modo per consentire a determinate aziende, di ringiovanire l’organico e allo stesso tempo, di aumentare crescita e competitività, con la previsione di un piano di nuove assunzioni con rapporto 3 a 1, cioè ogni tre usciti un solo ingresso.

In base alle ultime novità, è evidente che nel 2022 sarebbero molte di più le platee degli interessati. In pratica, possibilità concessa a chi ha compiuto 62 anni ed ha almeno 20 anni di contributi e pure a chi ha almeno 36 anni e 10 mesi di contributi (per le donne un anno in meno di versamenti).

Se il più vicino è il diritto alla pensione anticipata, il datore di lavoro oltre a liquidare la prestazione mensilmente, deve garantire pure il versamento dei contributi mancati alla soglia dei 42,10 anni di contribuzione (sempre un anno in meno per le donne).