Autore: B.A

Pensione

2
Gen

Pensione di vecchiaia 2020: bastano 15 anni di contributi, ecco per chi!

Anche nel 2020, molti lavoratori potranno accedere alla pensione di vecchiaia con le tre deroghe Amato, ecco come funzionano.

È ancora possibile accedere alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi con le deroghe Amato? La risposta è affermativa, perché alcune deroghe alla legge Fornero, come lo sono le tre deroghe Amato, saranno in vigore anche l’anno venturo. Queste tre deroghe riguardano la pensione di vecchiaia. Infatti è proprio sulla quiescenza di vecchiaia che le tre deroghe operano, offrendo trattamenti più favorevoli in termini di uscita dal lavoro. L’agevolazione non riguarda l’età pensionabile, quanto piuttosto, i contributi previdenziali da versare per andare in pensione.

Cos’è la deroga Amato?

La pensione di vecchiaia nel 2020 si centra con 67 anni di età e con 20 anni di contributi. Questi i requisiti normali di questa misura. Con la deroga Amato invece, bastano 15 anni di contributi, mentre l’età anagrafica resta sempre a 67 anni. Sono tre le deroghe alla legge Fornero del 2011, che richiamano alla riforma prodotta dal Governo guidato da Giuliano Amato. Quando si parla di 15 anni di contributi, per i lavoratori significa completare 780 settimane di contribuzione.

I requisiti richiesti per la prima deroga Amato sono 67 anni di età e 15 anni di contributi, ma a condizione che queste 780 settimane, siano state accreditate prima del 31 dicembre 1992. Nel calcolo delle 780 settimane, oltre ai contributi effettivi da lavoro, valgono quelli volontari, quelli figurativi, quelli da riscatto e perfino quelli versati per lavoro prestato all’estero.

La seconda deroga Amato permette pure lei, il pensionamento con 67 anni di età e 15 anni di contributi. La condizione per la seconda deroga, è l’essere stati autorizzati dall’Inps al versamento dei contributi volontari in data antecedente il 31 dicembre 1992. Basta l’autorizzazione Inps al versamento dei contributi volontari, perché non è necessario che il richiedente la pensione, abbia effettivamente provveduto a versarli.

Come per la prima, anche per la seconda deroga Amato, valgono tutti i contributi a qualsiasi titolo versati. L’ultima deroga, la terza, riguarda quanti hanno una anzianità contributiva di 25 anni (primo contributi versati almeno 25 anni prima della domanda di quiescenza), 15 anni di contributi effettivi da lavoro, dei quali non meno di 10, lavorati per periodi inferiori alle 52 settimane.

Opzione Dini

Sempre a 67 anni e sempre con 15 anni di contribuzione, può tornare utile anche un’altra deroga alla riforma Fornero. Si tratta dell’opzione Dini, una norma che richiama alla legge 335 del 1995, prodotta dall’allora Governo presieduto da Lanfranco Dini. Per accedere alla pensione con questa deroga, occorre avere almeno un contributo previdenziale accreditato prima del 31 dicembre 1995. Contemporaneamente, occorre aver maturato almeno 5 anni di contributi, nel sistema contributivo, cioè dal 1°gennaio 1996 in avanti. Rispetto alle deroghe Amato, l’opzione Dini ha uno svantaggio. La pensione è calcolata inte amente col penalizzante metodo contributivo, anche per gli anni di contributi versati prima del 1996, che sarebbero dovuti essere trasformati in pensione, usando il favorevole metodo retributivo.