Pensione 2021 a 64 anni per i nati nel 1957, cosa serve per sfruttare la possibilità

Pensione 2021 a 64 anni per i nati nel 1957, cosa serve per sfruttare la possibilità

Per chi è nato nel 1957 si può anticipare di 3 anni l’uscita per la vecchiaia, ma bisogna prima di tutto essere contributivi puri.

Per chi è nato nel 1957, nel 2021 con 64 anni di età ci può essere un canale di uscita anticipato dal mondo del lavoro e senza ricorrere a misure sperimentali e temporanee come lo sono l’Ape sociale o la Quota 100.

Si chiama pensione anticipata contributiva questa particolare misura che consente il pensionamento con solo 20 anni di contributi e con 64 anni di età compiuta. Ma come funziona questa misura? Ecco una sintetica ma esaustiva guida a quello che nel 2021 potrebbe risultare un valido canale di uscita dal mondo del lavoro.

Pensioni anticipate, quali le vie per chi è nato nel 1957?

Quando si parla di pensione anticipata si fa riferimento quasi sempre alla pensione con 42 anni e 10 mesi di versamenti previdenziali. Questa è la pensione anticipata ordinaria, quella che la Fornero varò in sostituzione delle vecchie pensioni di anzianità. Per le donne al posto di 42 anni e 10 mesi di contributi, ne bastano 41,10.

Escludendo questa misura, che non ha limiti anagrafici avendo come unico requisito quello contributivo, alla stregua della vecchia pensione di anzianità, c’è un’altra forma di pensione anticipata, quella contributiva, con una platea però che si limita ai cosiddetti contributivi puri, lavoratori che hanno il primo accredito di contributi a partire dal 1° gennaio 1996, quando entrò nel nostro ordinamento la riforma contributiva Dini.

La pensione anticipata contributiva è una possibilità in più per chi nel 2021 compirà 64 anni di età e rappresenta una valida alternativa a Quota 100 e all’Ape sociale. Con quota 100 servono 62 anni di età e 38 di contributi versati, mentre per l’Ape sociale, che è destinata però a un determinato perimetro di soggetti (la quota 100 invece è generalizzata), prevede almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi (solo per le attività gravose ne servono 36).

In definitiva, un nato nel 1957, che si trova a 3 anni esatti dal raggiungimento dell’età pensionabile per la vecchiaia ordinaria, ha di fatto 4 vie per poter andare in pensione nel 2021. La pensione anticipata ordinaria, l’Ape sociale, la quota 100 e la pensione anticipata contributiva.

Come funziona la pensione anticipata per i contributivi puri

Due anni più tardi di Quota 100 ed uno in più rispetto all’Ape sociale, questa l’età di uscita prevista per la pensione anticipata contributiva. Il vantaggio per quest’ultima misura sta però nel numero di anni di contributi che servono, cioè 20 e non 30, 36 o 38 come prevedono le altre due misure prima citate.

Rispetto all’Ape sociale poi c’è il vantaggio della tipologia di prestazione che non è temporanea (l’Ape è un reddito ponte fino a 67 anni), è reversibile a causa di decesso del pensionato e prevede la tredicesima mensilità (reversibilità e tredicesima che non sono previste per l’Ape sociale).

Oltre ad avere 64 anni di età e 20 di contributi, con il primo versato dopo il 31 dicembre 1995, la pensione anticipata contributiva ha però una condizionalità particolare da centrare. Si tratta dell’importo della pensione. Per poter accedere alla pensione a 64 anni occorre che l’assegno incassato sia pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale 1.287,52 euro per il 2020).