Autore: Elisa Cardelli Ceroni

Patrick Zaki: resterà in carcere altri 45 giorni

Il tribunale egiziano ha deciso che Patrick Zaki resterà in carcere per altri 45 giorni. Secondo Amnesty International si tratta di una «decisione ingiusta e crudele».

La custodia cautelare per Patrick Zaki è stata prolungata per altri 45 giorni dalla corte antiterrorismo del Cairo. Ad annunciare questa decisione è stato un tweet dell’ong Eipr, organizzazione di cui il giovane ricercatore egiziano fa parte. «Patrick è comparso in un’udienza che comprendeva circa 700 altri detenuti in casi diversi», si legge su Twitter. «È stata rinnovata la detenzione di tutti tranne uno», conclude il tweet.

Zaki è in carcere dallo scorso febbraio e la sentenza pronunciata oggi, lunedì 7 dicembre, ha confermato nuovamente il carcere per lo studioso. L’udienza di ieri non ha quindi dato i risultati positivi che in molti si aspettavano e soprattutto si auspicavano.

Incarcerazione per altri 45 giorni

Nella giornata di domenica 6 dicembre, il giudice ha ascoltato la tesi degli avvocati di Zaki che ne chiedevano la scarcerazione, motivando la richiesta anche con le torture che il ragazzo avrebbe subito durante gli interrogatori da parte dei servizi segreti egiziani. Purtroppo però nemmeno le motivazioni portate avanti dai sostenitori di Zaki hanno sorto gli effetti sperati e per questo lo studioso dell’Università di Bologna è costretto a restare in carcere per altri 45 giorni.

Il commento di Amnesty International

«Una decisione ingiusta e crudele nei confronti di Patrick, in carcere da più di 10 mesi», Amnesty International Italia commenta in questo modo la decisione del giudice egiziano che costringe Zaki a restare in carcere per altri 45 giorni. Nel commento apparso sul Twitter di Amnesty International si legge anche tutta la voglia di lottare per il ricercatore, infatti proseguendo nel tweet Amnesty aggiunge «Non ci arrendiamo: continuiamo e continueremo a chiedere la liberazione di Patrick Zaki». Per concludere il suo tweet, la famosa organizzazione non governativa impegnata nella difesa dei dirtti umani rilancia l’hashtag #FreePatrickZaki tanto utilizzato sui social da febbraio ad oggi.

Chi è Patrick Zaki

Patrick Zaki, ricercatore e studente dell’Università di Bologna di origini egiziane, a febbraio di quest’anno era tornato in Egitto per passare le vacanze nel suo Paese natale. Proprio mentre tornava a Mansoura, la sua città natale, il giovane è stato arrestato non appena atterrato al Cairo. La motivazione è stata data successivamente dalle autorità egiziane che hanno incolpato il ragazzo di propaganda sovversiva per via di alcuni post scritti sul suo profilo Facebook.

L’accusa è proprio quella di aver pubblicato sui suoi profili social alcune notizie false con lo scopo di disturbare la pace sociale dell’Egitto. Le autorità hanno anche accusato Zaki di aver incitato proteste contro l’autorità pubblica e di aver sostenuto il rovesciamento dello stato egiziano usando i social network per minare l’ordine sociale e la sicurezza pubblica. Si tratta di accuse pesanti, infatti in Egitto vengono solitamente rivolte a dissidenti e persone avverse al governo.

Per questi motivi Zaki si trova in carcere da febbraio 2020, infatti nonostante siano stati molti i vip e le autorità a chiedere la sua scarcerazione, i giudici e le autorità restano ferme della loro idea portando avanti la custodia cautelare.