Pass spostamenti tra regioni: come averlo e come funzionerà

La funzione del pass sarà quella di garantire libera circolazione tra regione di colore diverso e segue la linea già anticipata dall’Europa con il «Green pass»

Riapertura non solo delle attività, ma anche degli spostamenti tra regioni. Mobilità consentita anche tra territori in fasce diverse, grazie all’ausilio di un pass. È più o meno questo il riassunto di alcuni dei concetti espressi da Mario Draghi nella sua ultima conferenza stampa.

E c’è curiosità per capire a cosa si allude quando si parla di «pass» , come si potrà ottenere e chi lo rilascerà. Non si conoscono ancora i dettagli definitivi, ma iniziano ad essere diversi i pezzi del puzzle da incastrare per definire la situazione.

Green Pass europeo: un’idea che l’Italia potrebbe anticipare

L’analisi deve partire dal concetto. Quella che, convenzionalmente, viene definita «fase di convivenza con il virus» sarà contrassegnata da strumenti che per un po’ dovranno appartenere alla quotidianità. In un certo senso indossare la mascherina è diventato un po’ come portare con sé un documento di identità.

A ciò si potrebbe aggiungere la necessità di avere a portata di mano un «pass sanitario» che consenta di muoversi liberamente e accedere magari ad eventi che lo richiedono. Si tratta di una strada che, per certi versi, è già stata indicata dall’Europa attraverso il concetto di «Green pass».

L’idea è di dare ad ogni cittadino europeo che lo voglia una sorta di «patente» che gli consenta mobilità tra gli Stati. L’obiettivo è salvare la stagione turistica estiva e rendere il principio applicabile già per il mese di giugno. L’Italia si troverebbe così ad applicare in anticipo ciò che è già in progetto a livello continentale.

L’obiettivo dell’Unione Europea è avere il sistema pronto a giugno, per renderlo pienamente operativo a luglio.

Pass vaccinale? Definizione sbagliata, oltre al vaccino altre possibilità

Ma chi può aspirare ad avere il pass per muoversi tra regioni e, nel momento in cui lo si dovesse richiedere, per partecipare ad alcuni eventi?

  • Chi è vaccinato
  • Chi ha avuto il Covid entro un preciso limite temporale precedente
  • Chi ha un tampone negativo recente rispetto ad una partenza (si ipotizza che debba essere fatto da meno di 48 ore).

I principi del funzionamento risultano abbastanza chiari. C’è, però, curiosità per capire quali saranno i metodi d’applicazione. Basterà, ad esempio, l’attestazione di essere stati immunizzati, un esame della rilevazione degli anticorpi o l’esito di un tampone per avere il «via libera» per una partenza o per l’accesso ad un ambiente che richiede il pass? O servirà che un’autorità sanitaria emani un documento?

Per ciò che riguarda l’idea in ambito Unione Europea si parla dell’emanazione di un Qr Code che ogni cittadino avrà nel momento in cui otterrà la validazione di uno degli status necessari per avere il «green pass». Il codice potrà essere portato con sé sia in formato cartaceo che in digitale.

Pass per spostarsi tra regioni, le parole di Sileri

Il fatto che l’Italia possa, in un certo senso, anticipare i tempi genera la necessità di conoscere quello che sarà il modus operandi nazionale. A chiarire alcuni punti è una dichiarazione del sottosegretario del Ministero alla Salute Pierpaolo Sileri rilasciata a La Stampa (18 aprile 2021).

«L’ideale - ha precisato - sarebbe avere un pass europeo, non solo nazionale. Intanto partiremo probabilmente con la creazione di un pass cartaceo, per farlo poi diventare digitale più avanti, con l’ausilio di Poste italiane o magari su un’app come Immuni. Saranno 3 le possibilità per ottenerlo: non solo la vaccinazione, che altrimenti sarebbe discriminatoria tra chi ha potuto riceverla e chi no, ma anche un tampone nelle ultime 48 ore o l’aver avuto il Covid nei sei mesi precedenti».

Le parole di Sileri confermano come l’orientamento del governo paia seguire la strada tracciata europea, anche anticipandola. Ed è chiaro che lo strumento di cui si parla viene messo in campo per favorire lo spostamento da e verso le regioni italiane che nelle prossime settimane dovessero essere rosse e arancione.

Pass sanitario, ipotesi che sarà sia cartaceo che digitale

Le difficoltà, al momento, nascono dalla necessità di creare un sistema che raccolga i dati sanitari di milioni di italiani. Una volta messo a punto occorrerà creare una strategia che consenta l’uso del pass sanitario sia a chi, anche per ragioni anagrafiche, si destreggia meglio con il mondo digitale e quanti non hanno la stessa dimestichezza. Ragion per cui oggi si parla sia di un card «fisica» che di una possibilità di esibire il pass digitale attraverso, ad esempio, il proprio smartphone.

Il dato di fatto è che non mancheranno le difficoltà nel dover mettere insieme una serie di esigenze, a partire dalle questione legate alla privacy per la quale verosimilmente si dovrà attendere un benestare da parte del Garante.

Risulta, perciò, difficile immaginare che entro pochi giorni si possa arrivare alla messa a punto di un’organizzazione tale da mettere da subito in campo un sistema che porti all’erogazione di un pass da far valere già nelle riaperture del 26 aprile. Si ipotizza che potrebbe volerci qualche settimana prima che si arrivi ad uno status delle cose in cui si potrà avere un sistema che consenta di riconoscere il pass a chi ne ha i requisiti.

Il sistema italiano potrebbe poi, dunque, incastrarsi in quello che è il progetto europeo di mettere a punto una rete che, attraverso il pass, permetta la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione Europea.

Spostarsi tra regioni senza pass, si può?

Considerate le difficoltà nel mettere a punto l’organizzazione non è comunque da escludere che, almeno inizialmente, per spostarsi tra regioni di colore diverso (che non siano quindi entrambe gialle), si possa scegliere di rendere sufficiente l’esibizione alle autorità di un’attestazione che confermi l’essere guariti dal Covid, l’aver avuto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti alla partenza o l’esser stati vaccinati.

Non bisogna, inoltre dimenticare, che lo strumento del pass serve in un certo senso per ristabilire la libera circolazione per chi lo possiede. In sostanza permetterebbe di veder decadere quella che è la necessità di autocertificare i propri spostamenti tra territori diversi quando questi sono vietati e avvengono, come consentito, unicamente per motivi di lavoro, salute o necessità.

Occorrerà comunque valutare quelli che saranno i dettagli specificati nel nuovo decreto, per il quale la firma di Mario Draghi dovrebbe arrivare la prossima settimana. Considerato che le riaperture sono previste a partire dal prossimo 26 aprile, è lecito immaginare che già i primi giorni potrebbero essere quelli decisivi ai fini della definizione della strategia governativa.