Partorisce in cortile in videochiamata con il 118: la storia di Laila

Partorisce in cortile in videochiamata con il 118: la storia di Laila

La storia a lieto fine arriva da Bologna. «il 118 mi ha salvato la vita»

Una bellissima storia a lieto fine quella che arriva da Bologna e che sta facendo parlare tutti. Un parto, avvenuto nel cortile di casa a causa della fretta del piccolo di venire al mondo, reso possibile grazie all’aiuto dell’operatrice del 118 che ha guidato la mamma in videochiamata.

E’ sabato notte a Bentivoglio e Laila, 34enne inizia a sentire i primi dolori. E’ tranquilla, sente di avere tempo a disposizione. Così con calma, fa una doccia, prepara la valigia e si indirizza verso l’auto per recarsi in ospedale.

Ma durante il tragitto, in cortile, avviene qualcosa. «A un passo dalla macchina mi sono bloccata per i forti dolori, ero come paralizzata, non riuscivo neppure a muovere i piedi» - racconta.

La situazione precipita, il bambino ha fretta di uscire così Laila chiama il 118. L’infermiera capisce che non c’è tempo per attendere l’arrivo dell’ambulanza, il bambino deve nascere.

Partorisce in videochiamata con il 118

Invia un link sul cellulare e la ragazza si ritrova in videochiamata con l’operatrice. «Le dicevo che avevo rotto le acque e che il bambino stava nascendo, lei allora mi ha detto di togliere i pantaloni. Jad è nato subito dopo e sono riuscita a entrare in auto, ho sentito per un attimo la sua voce e poi non piangeva più» - racconta ora dall’ospedale.

«Faceva tanto freddo, tremavo io e il bambino. Allora l’infermiera ha visto che avevo al collo una sciarpa e mi ha chiesto di toglierla e di avvolgerla attorno al bimbo. Poi ha detto di entrare in macchina, di chiudere le porte e di accendere l’aria calda. E ho sentito che era vivo.»

Poco dopo è arrivata l’ambulanza che ha preso in carico il bambino e lei dirigendosi poi verso il pronto soccorso di Bentivoglio. Ad attenderli una folla di persone dell’ospedale che erano lì tutti per lei.

«Se non avessi chiamato il 118 il bambino non sarebbe vivo. Mi hanno salvato la vita, quella del bambino e anche la mia. Senza l’infermiera non so come andava a finire» - racconta all’Ansa con la voce rotta dall’emozione. Per l’infermiera «è la seconda volta quest’anno che mi succede una cosa del genere, in entrambi i casi i bimbi stanno bene».