Palù lancia l’allarme: «No a riaperture: servono altri due mesi di sacrifici»

Palù lancia l'allarme: «No a riaperture: servono altri due mesi di sacrifici»

Il virologo e presidente dell’Aifa lancia l’allarme: servono almeno due mesi per prendere in considerazione le riaperture

Secondo il virologo e presidente dell’agenzia italiana del farmaco Aifa, per le riaperture bisognerà attendere altri due o tre mesi con l’arrivo della primavera.

Palù fa un appello: «Servono altri due o tre mesi per le riaperture»

Giorgio Palù ha fatto un appello a tutti affinché si continui a rispettare tutte le misure di protezione individuale e soprattutto ad evitare gli assembramenti. L’unico strumento per sconfiggere il Covid-19 resta l’immunizzazione, per questo motivo, bisogna accelerare con le vaccinazioni.

L’esperto spiega che con l’arrivo della primavera, la diffusione del virus potrebbe iniziare a rallentare e per tale ragione, si potrebbe iniziare a valutare eventuali riaperture. Servono, quindi, almeno altri due o tre mesi di sacrifici in cui dovranno essere rimandate le riaperture così come i cambi di colore delle varie regioni.

Per Palù, è l’unico modo per difendersi dal virus e dalle sue varianti che sono ormai giunte in tutta Europa. Il virologo, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato che le infezioni respiratorie raggiungono il picco in invero e in primavera-estate si mitigano spingendo sulla vaccinazione e rinunciando per qualche settimana a cambiare colore nei territori e riaprire le attività.

Non è ancora il momento per le riaperture: anche gli impianti sciistici sono un pericolo

Palù ha voluto esprimere anche il suo pensiero sullo stop della riapertura degli impianti sciistici. In questo momento non bisogna cadere nell’errore e nella tentazione di voler riaprire tutto e subito. L’esperto ha appoggiato la decisione del ministro della Salute Roberto Speranza di non riaprire gli impianti sciistici.

La riapertura era prevista oggi. Secondo il virologo, come la scuola, anche questi luoghi sono a rischio. Quale sarà quindi il futuro degli studenti italiani? Secondo alcuni studi, l’infezione ha una certa prevalenza tra i 12 e i 19 anni e poi tra i 19 e i 50 anni. «Quindi andrei cauto con la ripresa di scuole superiori ed università. Sarebbe ideale poter spostare il calendario scolastico in avanti, quando il quadro sarà migliore»

La vaccinazione contro il Covid-19 deve essere una priorità

La curva epidemica in Italia è in una fase discendente ed, anche se lenta, è un dato positivo. Ma bisognerà attendere che l’Rt cali in modo drastico per poter pensare alle riaperture. Giorgio Palù si è soffermato anche sulle varianti del Coronavirus ed ha spiegato che sia quella inglese che quella sudafricana e brasiliana, rendono il Sars-CoV-2 più contagioso e quindi aumenta il rischio di nuovi ricoveri in ospedale e di decessi.

Non sono più letali ma sono estremamente contagiose, per questo motivo è necessario continuare la campagna di vaccinazione poiché resta l’unico strumento per rendere immune la popolazione. Leggi anche: Nuovo lockdown totale? Crisanti: «Siamo nei guai». Deciderà governo Draghi