Pagamento debiti della Pubblica Amministrazione, Tajani: Italia a rischio infrazione

L’Italia rischia l’apertura di una procedura di infrazione sulla direttiva relativa ai tempi dei pagamenti della Pubblica amministrazione. A mettere in guardia il nostro Paese è stato il vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo responsabile di Industria e imprenditoria, Antonio Tajani, che ha dichiarato:

Aspetto entro il 4 ottobre le risposte da parte dell’Italia o sarò costretto ad aprire una procedura d’infrazione.

L’Italia infatti, pur essendo stato il primo grande Paese a recepire con alcuni mesi di anticipo la Direttiva Europea sui pagamenti, continua ad essere il peggior pagatore d’Europa: secondo i dati della Cgia di Mestre, nei primi mesi del 2013, i fornitori della PA hanno dovuto attendere in media 170 giorni. Un piccolo passo in avanti rispetto ai 180 giorni registrati nel 2012, ma ancora molto distanti dai 61 giorni della media europea (-5 rispetto al 2012).

ITALIA DIETRO GRECIA E CIPRO

Se può non sorprendere il nostro ritardo rispetto a Francia (60 giorni), Inghilterra (41 giorni) e Germania (36 giorni), essere surclassati da paesi come Grecia e Cipro segnala tutta la drammaticità di un problema che rischia di asfissiare ulteriormente le piccole e medie imprese italiane, già gravemente fiaccate dalla crisi economica. Molte PMI, infatti, hanno dichiarato fallimento, o corrono il rischio di farlo nel corso dei prossimi mesi, anche a causa dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. Per la Cgia di Mestre tra il 2008 ed il 2012 sono più che raddoppiati (+114%) i fallimenti delle imprese vittime dei ritardi o dei mancati pagamenti da parte dei committenti pubblici e privati, stimando complessivamente in 120 miliardi il debito della Pa nei confronti delle imprese.

I RITARDI MAGGIORI NELLA SANITA’ E AL SUD

Sempre secondo la Cgia, è la sanità, soprattutto al Sud, a registrare i ritardi più preoccupanti: se il pagamento medio a livello nazionale avviene dopo 284 giorni, nel maggio del 2012 il Sole 24 Ore denuncia che in Calabria si sono arrivati a toccare i 999, mentre la Asl 1 di Napoli centro nel 2012 ha impiegato ben 1.686 giorni prima di rimborsare i fornitori di biomedicali.

Saldare i debiti pregressi che lo Stato ha accumulato verso le imprese e tenere fede all’impegno di pagare sempre le imprese fornitrici entro 30 giorni è quindi il monito lanciato da Tajani, che dichiarato:

Per quelli che non hanno recepito la norma la procedura è già stata aperta. Ma anche chi lo ha fatto ma non la mette in atto è a rischio di contestazione.

Ricordando poi che “la direttiva prevede anche sanzioni pari all’8% dell’importo oltre agli interessi per chi non adempie”.

Pagare le imprese non solo è dovuto ma è anche la più grande manovra che si possa fare in Italia per uscire dalla crisi. Significa dare ossigeno a chi dà lavoro, e in questo modo incrementare i consumi

ha concluso il vicepresidente della commissione Ue, chiedendo così allo Stato italiano di impegnarsi in un’autentica accelerazione dei pagamenti, applicando finalmente anche a se stesso l’analogo rigore e puntualità che richiede da sempre ai suoi cittadini in materia di regolarità fiscale.