Autore: Giacomo Mazzarella

Datore di lavoro - Lavoro

Orario di lavoro: diritti, doveri e regole

Quale la normativa che regola il giusto orario di lavoro di un lavoratore dipendente.

In materia orario di lavoro del lavoratore subordinato o dipendente che dir si voglia, occorre ricordare che questo è stabilito dal datore di lavoro, ma entro determinati limiti stabiliti da legge e da CCNL. Inoltre, l’orario di lavoro è una delle notizie che deve entrare nella sottoscrizione del rapporto di lavoro tra datore di lavoro e dipendente.

Ma quali sono le regole relative al rapporto di lavoro subordinato che bisogna seguire dal momento che sull’orario di lavoro il subordinato ha sia diritti che doveri? Ecco una sintetica guida.

Orario di lavoro, cos’è?

Per orario di lavoro si intende il lasso di tempo in cui il lavoratore dipendente svolge la sua attività. In genere questo orario è stabilito giornalmente, o in alcuni casi settimanalmente o mensilmente.

L’orario di lavoro determina anche l’ammontare dello stipendio mensile che viene erogato al lavoratore e riportato in busta paga, dove tra l’altro sono riportate le ore di lavoro e il numero delle giornate di lavoro svolte dal dipendente nel mese di riferimento.

Quando si parla di orario di lavoro oltre alle ore classiche, cioè all’orario ordinario, si può parlare anche di straordinario, notturno, a turni, ore supplementari, flessibilità di orario e così via.

Leggi anche: Differenze di stipendio: quando il datore di lavoro è condannato a pagare

Lavoratori, diritti e doveri in materia orario di lavoro

I lavoratori dipendenti sono tenuti, da contratto sia collettivo che sottoscritto, al rispetto di un orario lavorativo. Come dicevamo, tale orario è normalmente stabilito dal datore di lavoro anche se dentro determinati limiti. L’orario settimanale ordinario è stabilito in massimo 40 ore settimanali.

Esistono deroghe a questo orario settimanale, perché alcuni contratti collettivi possono stabilire un orario settimanale inferiore alle 40 ore e riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.

Inoltre ogni settimana deve obbligatoriamente essere prevista una giornata di riposo che in genere, ad esclusione di determinate attività, coincide con la domenica.

Lavorare oltre l’orario ordinario è possibile, ed anche in questo caso entro determinati limiti. Oltre al riposo settimanale, il dipendente ha diritto a un riposo minimo giornaliero, a giornate di riposo annuali (le ferie) e anche in determinate circostanze, a permessi.

Il dipendente ha l’obbligo di rispettare l’orario di lavoro prestabilito, compresi anche i periodi in cui il dipendente è obbligato a essere fisicamente presente sul luogo indicato dal datore di lavoro, a disposizione per poter svolgere l’attività in caso di necessità.

Queste le regole generali che però non si applicano in determinati settori che lasciano tutto ai CCNL e alle contrattazioni collettive. Parliamo per esempio dei lavoratori domestici, dei dirigenti, del personale direttivo in generale, dei lavoratori a domicilio e degli addetti al telelavoro.

Le regole sull’orario di lavoro sono ferree

Il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore, questo è ciò che la legge prevede e che diverse sentenze di tribunali del lavoro hanno sancito. Non può esistere periodo di riposo più corto anche se deciso dalle parti.

Tra l’altro, le 11 ore consecutive prescindono dalle ore di riposo intermedie, nel senso che la pausa pranzo, il riposo pomeridiano della badante o la pausa obbligatoria per orario di lavoro superiore alle 6 ore giornaliere, non vanno inserite nel riposo prima citato.