Autore: Giacomo Mazzarella

16
Ago

Open Arms, migranti minacciano di gettarsi a mare, emergenza a bordo sempre maggiore

Nessuna autorizzazione all’attracco, e la Ong apre esposto al pm di Agrigento per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti d’ufficio

Continua l’odissea della nave Open Arms, che è in acque italiane, i prossimità di Lampedusa ma che non ha ancora ricevuto l’ok all’attracco. Nel frattempo per via delle sopraggiunte e sembra, sempre maggiori emergenze sanitarie a bordo, i primi migranti sono stati fatti sbarcare dal natante. Dalle notizie che provengono da bordo nave, le emergenze sanitarie sono in continuo aumento, soprattutto quelle psicologiche dei migranti. Nonostante ciò il Viminale non ha dato ancora autorizzazione allo sbarco e per questo che la Organizzazione non Governativa a cui appartiene la nave ha presentato esposto al Pubblico Ministero.

Problemi psicologici per i migranti

I primi migranti sono stati fatti evacuare dalla nave ma per quelli rimasti a bordo non sembra sia stata una buona notizia. Sono 15 le notti che questi profughi recuperati dalla nave in giro per il mediterraneo da diverse altre imbarcazioni di fortuna e gommoni, hanno già passato a bordo della Open Arms. La prossima sarà la sedicesima notte se i queste ore nulla cambierà. Dei 147 migranti a bordo adesso ne sono rimasti 134, perchè tra la scorsa notte e quella ancora precedente, 13 migranti i condizioni sanitarie precarie sono stati fatti sbarcare. Condizioni di salute che però, come anche la nota agenzia di stampa «Ansa», pare non siano state confermate dai medici che hanno visitato i migranti dopo lo sbarco.

I problemi secondo le indiscrezioni che trapelano dalla Open Arms sono psicologici. Come dicevamo prima, anche il fatto che qualcuno è riuscito a mettere piede a terra ha aumentato lo stato di ansia a bordo della nave aprendo anche ad una pseudo questione razziale. Infatti i migranti scesi dalla nave erano della cosiddetta Africa Bianca e questo ha fatto trapelare a bordo la sensazione che si usino due pesi e due misure differenti in base al colore della pelle.

Le condizioni psicologiche gravi dicevamo, sono quelle che portano diversi dei 134 rimasti a bordo, a minacciare di gettarsi in mare, tanto è vero che già la notte scorsa l’equipaggio della nave ha avuto difficoltà serie a riportare la giusta calma tra i profughi. intanto sempre l’equipaggio della Open Arms ha messo in acqua anche i barchini di appoggio, per rendere più facile il recupero di quanti dalla minaccia di gettarsi in mare passino ai fatti. Anche la guardia costiera ha inviato alcuni suoi mezzi proprio per contrastare eventuali emergenze di questo tipo.

L’autorizzazione però non arriva

La Ong spagnola a cui appartiene il natante ha aperto un esposto piuttosto grave alla Procura di Agrigento. Obbiettivo il Viminale, con la Ong che ha aperto esposto per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti d’ufficio. Questo esposto nasce dal fatto che il Tar del Lazio, alla luce delle sopraggiunte emergenze a bordo ha prodotto ordinanza di ingresso in acque italiane per favorire l’aiuto ai migranti e per un eventuale sbarco. Ordinanza che il Viminale non ha eseguito ancora tanto è vero che ancora oggi a pomeriggio inoltrato, la nave è ancora in mare.
Una mancata autorizzazione nonostante come confermato anche dal Premier Conte ieri, Francia, Germania, Spagna, Lussemburgo, Portogallo e Romania avrebbero già manifestato l’ok a prendere i migranti adesso fermi sulla Open Arms.

La questione umanitaria

Igiene e salute sulla nave sono ai minimi termini. Infatti, tra le tre persone evacuate all’alba di oggi 16 agosto, ce ne era uno con ferite da arma da fuoco ai piedi, mentre un altro presentava sintomi di setticemia. Quindi non ci sono solo emergenze di carattere psicologico, ma anche quelle sanitarie ed igieniche a far pensare come lo sbarco sia assolutamente necessario. Ed è così che dalla nave è partito un altro appello per far evacuare tutti i migranti. Resta il fatto che è la prefettura di Agrigento ad avere il potere di autorizzare lo sbarco, ma la stessa prefettura aspetta un cenno dal Ministro dell’Interno Salvini.