Obbligo vaccinale per chi lavora a scuola, perché se ne parla e cosa dice la Costituzione

La questione sarà probabilmente affrontata in Consiglio dei Ministri

Obbligo di vaccino a scuola per il personale, la questione è oggetto di dibattito politico. Quando si è appena entrati nella terza decade di luglio, la questione è più attuale che mai. Anche perché occorrono i tempi tecnici affinché si proceda con le immunizzazioni e, guardando la questione da questo punto di vista, settembre è più vicino che mai.

Questa è la fase in cui si inizia a parlare di studenti nuovamente tra i banchi, della possibilità di immaginare un anno scolastico interamente in presenza. Seppur, probabilmente, con il prosieguo del mantenimento di tutti i protocolli.

Vaccinati personale scolastico: i numeri

L’obbligo vaccinale per il personale docente è un dibattito che nasce da alcuni numeri. Ci sono, infatti, regioni che al momento presentano un livello di immunizzati particolarmente basso in questa parte della popolazione. I dati generali non sono male, tenuto conto che parlano di un 84,5% di lavoratori della scuola che hanno ricevuto almeno una dose.

Percentuale che dovrebbe, a breve, veder crescere anche la percentuale di chi ha completato il ciclo, oggi equivalente a tre persone su quattro. Tuttavia, ci sono regioni come la Sicilia che, secondo Repubblica (edizione del 20 luglio 2021), avrebbero 43,24% di personale scolastico che non ha avuto neanche una somministrazione del vaccino.

Percentuale che ruota attorno ad un terzo in realtà come la provincia di Bolzano, la Liguria, la Calabria e la Sardegna. Considerato che, in queste categorie, ci sono molte persone che hanno superato i 50 o i 60 anni, l’immunizzazione sarebbe una tutela anche e soprattutto per la loro salute.

Obbligo vaccino per chi lavora a scuola: questione è anche politica

Il quadro che ne sta venendo fuori è che, entro pochi giorni, la questione dovrebbe essere affrontata in Consiglio dei Ministri. C’è consapevolezza del fatto che, nel complesso, si sia registrata una buona risposta da parte del personale scolastico, ma la situazione evidenziata dei numeri di alcune regioni potrebbe evidentemente spingere a nuove riflessioni.

Ed è abbastanza chiaro come la questione è proiettata a diventare anche politica, tenuto conto che non mancano le parti sfavorevoli all’idea che possa essere introdotto un vincolo rispetto alla vaccinazione.

Obbligo vaccino scuola: uno sguardo alla Costituzione

Rispetto alla possibile introduzione di una norma che imponga il vaccino per chi lavora a scuola, si è registrato l’intervento del giurista Giovanni Maria Flick, sempre nell’edizione cartacea di Repubblica, al quale è stato chiesto se sarebbe compatibile con la Costituzione.

«Sono convinto - ha detto - che lo Stato possa introdurlo legittimamente alla luce dell’articolo 16 della Costituzione, che prevede limiti alla libertà di circolazione per ragioni sanitarie, e dell’articolo 32, che tutela il diritto fondamentale alla salute come interesse della collettività».

Flick parla anche all’obbligo per gli studenti, ricordando come quattro anni fa a fronte di una diminuzione di vaccinazioni contro il morbillo «è stato necessario reintrodurre l’obbligo». «Altrimenti - ha evidenziato - non si era ammessi a scuola».

Nel corso dell’intervista viene, inoltre, sottolineato come l’esenzione potrebbe scattare solo per chi non potrebbe farsi immunizzare per motivi di salute.

A livello di possibili sanzioni viene spiegato da Giovanni Maria Flick come, secondo la tesi di alcuni lavoristi, i non vaccinati potrebbero non poter svolgere mansioni «a contatto con le persone». A quel punto si potrebbe pensare «a un impiegato alternativo o a congedi temporanei».

Scenari ipotetici, ovviamente, in attesa di quelli concreti che saranno determinati da eventuali decisioni.