Obbligo vaccinale, le parole del presidente Aifa Giorgio Palù

Obbligo vaccinale, le parole del presidente Aifa Giorgio Palù

Resta attuale la questione obbligo vaccinale dopo il pensiero espresso da Mario Draghi

Dopo quel «Sì» che Mario Draghi ha riservato alla possibilità che si possa pensare ad un obbligo vaccinale, il tema è diventato di stretta attualità. Attualità politica, ma anche scientifica.

Stando a quanto emerso, la strada verso l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid diventerebbe percorribile nel momento in cui, da farmaci emergenziali, i preparati Covid troverebbero approvazione definitiva.

Una sorta di formalità. Un passaggio che, ci si augura, possa convincere anche i più timorosi, sebbene ad oggi i numeri fortunatamente raccontino quanto in Italia la campagna vaccinale viaggi verso quello auspicato 80%.

Lo step è già avvenuto negli Stati Uniti. Lo scorso 24 agosto la Food and Drug ha approvato in via definitiva il vaccino Pfizer, a testimonianza di come abbia di fatto superato ogni standard di sicurezza ed efficacia anche nei monitoraggi successivi alla prima approvazione.

Questo passaggio è atteso anche in Europa da parte degli enti regolatori. A quel punto sarà il momento di ritornare sulle dichiarazioni di Mario Draghi e sull’apertura chiara all’ipotesi di obbligo vaccinale.

Obbligo vaccinale, Palù è intervenuto su SkyTg24

Ai microfoni di Buongiorno su Sky Tg24 è intervenuto il professor Giorgio Palù, presidente del’Aifa (Associazione Italiana per il Farmaco) e membro del Comitato Tecnico Scientifico.

E sull’ipotesi di obbligo ha chiarito: «Di fronte ad una pandemia con oltre quattro milioni e mezzo di morti, con 130 milioni di soggetti infettati, che ha devastato il mondo, credo che pensare ad un obbligo vaccinale dal punto di vista scientifico sia molto razionale. Esiste già in Italia per 11 vaccini, quindi consideriamo questa opportunità».

Chiarito il punto di vista scientifico, il professore ha passato la palla a chi dovrà prendere le decisioni. «Sta alla politica - ha specificato - adesso assumersi la responsabilità».

Si va verso l’80% di vaccinati

Rispetto all’ipotesi che un provvedimento di questo tipo possa rappresentare una sorta di arma ad alta efficacia contro la pandemia, ha messo in chiaro un altro punto.

«Di bazooka - ha ricordato - ne abbiamo due. Un altro bazooka è il generale Figliuolo, quindi ci ha portato rapidamente al 70% di copertura, si stima l’80% a fine settembre. Siamo in una soglia che garantisce almeno noi e l’Europa, quindi assieme al Regno Unito, alla Francia, alla Germania ed anche alla Spagna».

Oggi l’Italia, viaggiando verso l’80% dei vaccinati, potrebbe convivere con il Covid mantenendo gli ospedali lontani dai peggiori livelli di saturazione visti dall’inizio della pandemia in avanti.

Tuttavia, resta la criticità di dover risolvere la situazione anche a livello mondiale. «I vaccini - ha spiegato Palù - non sono disponibili in tutto il mondo». Il fatto che il virus «circola dovunque», a parere del professore, è un qualcosa per cui «la cosiddetta immunità di gregge - ha dichiarato - è un concetto che dovremo rivalutare e rivedere».