Obbligo vaccinale, Palù (Aifa): «Sarebbe auspicabile per dipendenti P.A. e forze dell’ordine»

Obbligo vaccinale, Palù (Aifa): «Sarebbe auspicabile per dipendenti P.A. e forze dell'ordine»

Il presidente dell’Aifa ha parlato della questione in un’intervista rilasciata a La Stampa

Per il professor Giorgio Palù un eventuale obbligo per il vaccino anti-Covid resterebbe come una "soluzione estrema in base all’andamento dell’epidemia".

Il presidente dell’Aifa, membro del Comitato Tecnico Scientifico, nonché professore emerito di Virologia, ne ha parlato nel corso di un’intervista a La Stampa del 22 novembre.

Lo scienziato ha anche puntualizzato che la situazione in cui «siamo», evidentemente intesa come Italia, non è comunque ancora quella dell’Austria dove, in base all’emergenza, è stato disposto l’obbligo.

Obbligo vaccinale, Palù: «Esiste già per alcune categorie professionali»

L’idea di un obbligo vaccinale per tutti è un tema che anima i dibattiti, ma pur avendo chiarito come si tratti di un’eventuale estrema ratio, il professor Giorgio Palù ha voluto anche sfatare quello che per alcuni può essere considerato una sorta di tabù.

"L’obbligo esiste già per alcune categorie professionali e lo decide la politica non il Cts, organo di consulenza. È già in atto per gli operatori sanitari ed è stato introdotto, ai tempi della ministra Lorenzin, per alcune vaccinazioni pediatriche” - ha precisato il professore.

Obbligo vaccinale, Palù spiega che sarebbe auspicabile per chi lavora a stretto contatto con la popolazione

«Sarebbe auspicabile che almeno i dipendenti della pubblica amministrazione e le forze dell’ordine fossero obbligati a vaccinarsi essendo a stretto contatto con la popolazione» - ha aggiunto.

Super Green Pass, il pensiero di Palù

Da giorni si parla della possibilità che il Green Pass possa essere affiancato da una sorta di versione «Super». Una certificazione verde da assegnare ai cittadini vaccinati o guariti, da rendere requisito essenziale per partecipare ad attività che non siano legate al lavoro o strettamente essenziali.

Un’ipotesi percorribile soprattutto nel caso in cui la situazione dovesse generare cambi di colore verso livelli in cui alcune regioni dovrebbero, in teoria, sottostare a norme e restrizioni potenzialmente penalizzanti per il tessuto economico come ad esempio le chiusure in arancione.

Tra le ipotesi che si fanno è che, qualora ci si arrivasse, i vaccinati potrebbero continuare ad avere la possibilità di continuare a fruire di ciò che, un anno fa senza vaccini, sarebbe rimasto chiuso.

«Il certificato verde è stato un grande successo di politica sia sanitaria sia economica e potrebbe essere rafforzato per alcune attività, stanti i limiti tecnici del tampone sia a antigenico sia molecolare» - ha spiegato Palù.

Durata ridotta Green Pass e richiamo per tutti, il punto di Palù

Si ipotizza, inoltre, che il Green Pass possa avere una durata ridotta. Secondo Palù, in relazione ad una protezione soprattutto in alcune categorie inizia a calare, è «ragionevole la proposta di abbassare la durata del certificato a nove mesi».

Uno scenario che, qualora si configurerebbe, determinerebbe evidentemente anche un incentivo per le terze dosi. Non si sa, però, ancora per quanto il richiamo garantirà una protezione. "L’incremento della protezione data dal “booster” è ottimo nei confronti di tutte le varianti, ma si deciderà in base ai dati scientifici”.

Dopo l’autorizzazione del richiamo per tutti coloro i quali hanno 18 anni in su da parte della Fda americana, ci si interroga se la terza dose sarà per tutti. "Anche da noi l’opportunità sarà presto valutata" - ha evidenziato Palù.