Obbligo vaccinale, Garattini: «Governo deve avere il coraggio»

Obbligo vaccinale, Garattini: «Governo deve avere il coraggio»

Il farmacologo di livello internazionale ha parlato in un’intervista rilasciata a La Nazione

«La maggior parte dei pazienti in terapia intensiva è No-Vax». È un dato di fatto quello che il professor Silvio Garattini, farmacologo di livello internazionale e fondatore dell’Istituto Mario Negri, pone all’interno delle sue parole sull’ipotesi di obbligo vaccinale contro il Covid.

Ne ha parlato in un’intervista rilasciata a La Nazione del 29 dicembre. «Il governo - ha evidenziato - deve avere il coraggio di prendere questa decisione. I dati dicono che c’è necessità e siamo in ritardo».

Obbligo vaccinale, la posizione di Garatini è chiara

Secondo lo scienziato «non è accettabile che ancora così tante persone rifiutino l’antidoto sulla situazione generale». Il concetto risulta espresso in una situazione in cui l’Italia sta vedendo crescere in maniera significativa i suoi contagi.

Gli effetti sulla situazione ospedaliera sembrano essere contenuti dall’azione dei vaccini e c’è anche chi ipotizza che la situazione Covid in Italia stia subendo l’influenza della variante Omicron sul quadro epidemiologico.

Variante Omicron, comunque da temere sui grandi numeri

Il ceppo del virus pare presentare minore patogenicità, ma al di là dei singoli casi c’è un aspetto da tenere presente. «La variante Omicron - ha specificato Garattini - è molto più contagiosa. Dai dati sembra meno aggressiva, però se si diffonde così tanto è lo stesso paralizzando. Quando in troppi si ammalano e devono rimanere a casa, il Paese va in tilt. Per questo il governo deve prendere una decisione in fretta».

Il punto di vista di Garattini è netto. Anche di fronte all’ipotesi che possa essere imposto un obbligo per chi ha più di diciott’anni ha espresso l’idea secondo cui «serve una legge che faccia vaccinare tuttti». Ciò perché la vaccinazione degli adulti non fermerebbe la circolazione del virus nelle fasce anagrafiche più giovani, senza dimenticare che «in più - ha detto - aumenta il rischio ricovero per i giovani». «Comunque - ha chiarito - ci sarebbero problemi organizzativi».

L’esigenza di vaccinare tutti

Garattini, sottolineando come in Italia si contino ancora cinque- sei milioni di cittadini non vaccinati, ha ricordato l’importanza di procedere in maniera spedita con la terza dose, aggiungendo anche una notazione significativa. «Il 10% di chi è vaccinato - ha evidenziato - ha una risposta immunitaria insufficiente e l’efficienza dell’antidoto è del 90%».

Questa notazione serve per sottolineare quanto, da una parte, il vaccino riduca sensibilmente i rischi, dall’altro come è contemplato dalle eventualità note la possibilità che possa esserci qualcuno che non risponda all’immunizzazione.

Una moltitudine di persone (seppur ridotta in percentuale) che, evidentemente, rischia di associarsi alla fetta di popolazione non vaccinata rispetto al rischio di sovraccaricare gli ospedali. Parole chiare che testimoniano come la scienza dica le cose come stanno senza mascherare alcun tipo di verità.

Sull’eventuale attuazione dell’obbligo vaccinale ci si interroga su quale potrebbe essere il metodo di applicazione o le eventuali sanzioni. «Servono - ha specificato Garattini - multe importanti e divieti per chi non aderisce alla campagna. Al lavoro non si va, al bar nemmeno».

La necessità di vaccinare il mondo

«Bisogna vaccinare il mondo o non ne usciamo». Il rischio, su cui diversi scienziati, hanno posto l’accento è che prima o poi possa emergere una nuova variante che sia in grado di superare la barriera vaccinale. «Questo - ha evidenziato lo scienziato - sarà il prossimo tema di discussione: non é beneficienza, ma un atto di sanità pubblica».

La spesa stimata, secondo lo studio Public Citizen menzionato dal farmacologo, è di venti miliardi di euro. E rischiano di essere pochi rispetto alla possibilità che un mancato intervento possa portare ad una evoluzione negativa della pandemia.