Autore: Giacomo Mazzarella

Nuovo esodo verso le regioni del Sud: le stranezze del DPCM di Conte

Residenti bloccati ancora in casa e ricongiungimenti familiari consentiti, anche per chi torna dalle zone ad alti contagio.

La confusione in Italia sul coronavirus, sulle fasi di ripresa, anche sulla vita sociale, regna sovrana. Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ieri è stato oggetto della Conferenza Stampa di Conte, tutto ha fatto tranne che chiarire i tanti dubbi della popolazione. La confusione regna sovrana abbiamo detto e confusione è uno stato d’animo che qualcuno ha visto anche nel Premier Conte ieri sera durante la diretta della sua Conferenza Stampa.

Annunciato come avvio della fase 2, il nuovo Dpcm ha di fatto confermato per gli italiani tutte le limitazioni a cui oggi sono sottoposti, tranne piccole e irrisorie modifiche. Ed alcune di queste modifiche appaiono senza dubbio contraddittorie e potenzialmente pericolose. Tanto è vero che alcuni Governatori delle Regioni si sono già lamentati per possibili pericolosi scenari che il decreto ha prodotto. In prima linea la nuova governatrice della Regione Calabria che ha parlato addirittura di potenziali nuovi focolai di contagio e di potenziale nuovo esodo verso il Sud.

Il governo almeno stavolta si assuma le responsabilità

Qualcosa non torna sulla gestione di tutta la fase di emergenza del coronavirus in Italia. Lo dimostra quello che ormai può essere definito caso Lombardia. Troppi contagi, troppe morti e troppe problematiche con le Rsa. La Regione da la colpa al governo, ma sul governatore Fontana e sulla giunta regionale, pendono procedimenti giudiziari, con una campagna, anche mediatica, pesantissima. Il governo centrale scarica tutta la responsabilità sulla Regione Lombardia e su tutte le altre Regioni.

Ed anche ieri sera, il Premier, nello scusarsi perché i bonus e gli aiuti ai cittadini in crisi economica, stentano ad arrivare, per la cassa integrazione ha accusato le Regioni di non essersi mosse per tempo. In pratica, sempre colpa delle Regioni, questo ciò che spesso viene assunto come scusante da parte del governo. Ed è qui che giustamente il presidente della Regione Calabria sottolinea come il governo deve assumersi tutte le responsabilità del fatto che nel Dpcm di ieri, ha di fatto autorizzato i rientri a casa delle persone bloccate nelle zone di lavoro o di studio dal lockdown.

Il timore di Jole Santelli è che il rientro acconsentito si trasformi in un nuovo esodo autorizzato nelle Regioni del Sud. Che diventano a rischio per nuovi focolai di contagio. Lo dice una Governatrice di una Regione che si avvicina a grandi passi alla soglia zero di contagio e che nonostante i numeri contenuti dell’epidemia, è costretta ad assecondare le linee guida del lockdown del governo. Si, perché nonostante il centro del focolaio sia al Nord, soprattutto Lombardia e Piemonte, anche in Calabria, ma come anche in Campania, Basilicata, Sardegna e Molise, dove i contagi sono pochi, il lockdown è ancora totale.

Le parole della Santelli appaiono incontestabili

Sul nuovo Dpcm in vigore dal 4 maggio prossimo, la governatrice Jole Santelli ha voluto dire la sua a margine della conferenza stampa di Conte ieri sera. La Santelli si dice preoccupata per il rientro al sud di persone attualmente bloccate nelle regioni del nord Italia. E sicuramente sarà una preoccupazione che riguarda molti altri governatori delle Regioni del Sud, a prescindere dalla connotazione politica, quindi anche Basilicata, Campania, Puglia e così via. Il nuovo Dpcm ha previsto la conferma del divieto di mobilità tra Regioni ed anche tra Comuni della stessa Regione.

In quest’ultimo caso serve una motivazione impellente e urgente, con tanto di autorizzazione delle autorità. Ma la mobilità interregionale è stata allentata per motivi di ricongiungimento familiare, per raggiungere quelli che ieri sera Conte ha chiamato i congiunti. Tradotto, potranno tronare a casa, dove risiedono, tutti quei soggetti che da oltre 40 giorni sono rimasti nelle zone di studio e lavoro e non sono potuti rientrare da mogli e figli, per via del lockdown. Una apertura senza dubbio comprensibile e giusta per persone da troppo tempo impossibilitate a tornare a casa dai loro cari. Ma è una decisione che si sposa male con il resto del Dpcm, che prevede ancora limiti della mobilità.

“Dal governo via libera ad un nuovo esodo verso Sud. La dichiarazione di principio che fa divieto degli spostamenti interregionali viene smentita dalla norma di chiusura che consente il ritorno nel proprio domicilio, abitazione o residenza”, queste le parole di Santelli che si dice preoccupata. Inoltre, la Santelli letteralmente chiede al governo di assumersi la piena responsabilità delle sue scelte, cioè: “Il governo si assume in pieno la responsabilità di un nuovo esodo verso Sud e dell’eventuale aumento di contagi che potrebbe derivarne. Le misure di contenimento attuate dalle Regioni del Sud possono essere gravemente compromesse da questa decisione di autorizzare ritorni in massa da zone ancora con altissimi numeri di contagio. Siamo già alla terza volta che questo accade e le altre due volte le Regioni sono state lasciate sole nella gestione dei ritorni. Ora il Presidente Conte ed il suo governo si assumano la responsabilità piena delle loro scelte e da oggi adottino tutte le precauzioni necessarie affinché questi ritorni avvengano con le dovute precauzioni. Precauzioni che devono essere assunte in partenza e non scaricate sulle regioni di arrivo. Noi adotteremo le misure di cautela di nostra competenza, ma deve essere chiaro che la norma apre ad un ritorno indiscriminato parlando non solo di residenza ma addirittura di domicilio ed abitazione. Conte si assuma in pieno la responsabilità della scelta, ma soprattutto della gestione di questi ritorni”.