Autore: B.A

Nuovo decreto e nuove aperture dopo il 20 aprile, la task force al lavoro

Si prepara la fase 2, il Premier Conte e la task force diretta del manager Colao, è al lavoro. 

Della fase 2 si parla da molti giorni, ed è una delle cose che maggiormente interessa gli italiani. Si dice che la fase 2 è quella che scatterà quando il contagio del coronavirus sarà ridotto. In altri termini gli italiani pensano che con la fase 2 si potranno allentare le maglie delle restrizione. Quindi, il governo sta lavorando per nuove misure economiche e nuove regole per allentare il lockdown. E da indiscrezioni pare che dopo il 20 aprile si potrebbe davvero parlare di fase 2 con un decreto che il governo varerà dopo aver sentito il parere degli esperti che compongono la task force. 

Cosa si prevede per il nuovo decreto 

Un nuovo decreto uscirà dopo il 20 aprile e riguarderà la cosiddetta fase 2, con risorse maggiori del decreto Cura Italia e probabilmente con nuove aperture di attività. Queste le due linee su cui il governo ha intenzione di lavorare, ormai appare chiaro in base alle dichiarazioni degli esponenti del governo e in base all’ultima conferenza stampa del Premier Conte, quella famosa in cui attaccò Salvini e Meloni. 

Dal punto di vista economico le nuove misure potrebbero essere quelle di cui da giorni si parla e che anche il quotidiano «Il Sole 24 Ore» elenca. Dopo Pasqua dovrebbero finalmente arrivare i soldi del bonus autonomi, stagionali, collaboratori e agricoli. I 600 euro euro del decreto Cura Italia quindi starebbero per arrivare. E alle stesse categorie ci sarà un altro bonus nel prossimo decreto di aprile, probabilmente più cospicuo, arrivando a 800 euro per le Partite Iva. Metodo e struttura del nuovo bonus sono tutte cose che dovranno ancora essere decise. 

Dal punto di vista economico si pensa ad un rilancio degli investimenti pubblici con lo sblocco dei cantieri, aiuti ai lavoratori in nero ed a quelli che non è stato possibile inserire nel precedente decreto, ed inoltre aiuti per gli affitti, sostegno ai Comuni che rischiano di finire le risorse e bonus per le famiglie con figli fino a 14 anni di età. 

Questione riaperture

Per gestire le riaperture delle attività ancora chiuse, il Premier Conte ha affidato lo studio ad una task force guidata da Vittorio Colao. Compito della task force sarà quello di verificare i dati e i modelli per trovare il punto di equilibrio tra gli appelli alla cautela del mondo scientifico e le richieste del mondo economico, che vuole tornare ad essere produttivo. Alcuni dati sono già presenti sul tavolo di Colao e soci, tanto è vero che ad oggi, si può già stilare una classificazione delle attività più a rischio e più difficili da riaprire.

Ad esclusione di comparto sanità e comparto alimentare, i settori dove i lavoratori sono più soggetti a rischio rappresentano una platea di oltre 6 milioni di lavoratori. Una enormità colossale, perché ci sono gli insegnanti e i lavoratori della scuola, i baristi, i parrucchieri e così via. Bar e ristoranti, parrucchieri ed estetisti, saranno con ogni probabilità gli ultimi a ripartire. Le associazioni dei lavoratori però chiedono aperture, chiedono di tornare a lavorare, soprattutto alla luce delle esperienze delle attività già aperte e delle misure di sicurezza adesso utilizzate. Parliamo del distanziamento di sicurezza, delle mascherine, dei guanti, delle pulizie ripetute, dei disinfettanti e delle entrate o uscite scaglionate.