Nuovi colori delle regioni: cosa potrebbe cambiare dal 19 aprile

Nuovi colori delle regioni: cosa potrebbe cambiare dal 19 aprile

Attese le nuove ordinanze del Ministro della Salute relativi ai cambi di colore a partire dalla prossima settimana.

Quali regioni cambieranno colore a partire dalla settimana del 19 aprile? Ad ogni metà settimana la domanda ricorre, tenuto conto che ogni venerdì matura il confronto tra la Cabina di Regia ed il Ministero della Salute.

Sulla base dei dati e dei parametri il ministro Roberto Speranza emana delle ordinanze che entrano in vigore a partire dall’inizio della settimana successiva, in qualche caso anche dal martedì.

Nuovi colori regioni, sempre stop a zona gialle

Ad oggi occorre ricordare che, per effetto del decreto in vigore dal 17 aprile e valido (salvo cambiamenti) fino al 30 sono sospese in via precauzionale le zone gialle. Anche quelle regioni che presentassero livelli epidemiologici compatibili con la citata fascia di rischio, dovranno restare in zona arancione.

Un tema su cui si dibatte, tenuto conto che parrebbe esserci una parte politica che spinge affinché dove la situazione fosse sotto controllo, valutare la riapertura quantomeno di bar e ristoranti e un’altra invece che punta a stringere i denti per un ultimo sforzo con riaperture programmate per maggio.

Colore regioni, chi c’è adesso in zona rossa

Arrivati a giovedì non sembrano, comunque, esserci i margini affinché qualcosa possa cambiare a partire dalla settimana che partirà il prossimo 19 aprile. Ed è questa la ragione per la quale è lecito attendersi un’Italia rossa e arancione.

La buona notizia è che l’andamento del trend del contagio pare anticipare una situazione in miglioramento in molti territori e dunque sembrerebbero esserci i margini affinché si veda un Paese con macchie rosse limitate a poche regioni. Ad oggi ci sono quattro regioni in zona rossa:

  • Valle d’Aosta
  • Sardegna
  • Puglia
  • Campania

Quali Regioni che cambiano colore?

Proprio la Campania volge verso la zona arancione per effetto di un Rt che dovrebbe essere al di sotto dell’1,25, così come il parametro per incidenza inferiore ai limiti fissati. Occorre, infatti, ricordare che scatta la zona rossa automatica nel momento in cui una regione fa segnare 250 casi settimanali per 100.000.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, il governatore Vincenzo De Luca, in delle dichiarazioni riportate dall’Adnkronos, aveva riferito di aspettarsi al 90% di uscire dalla zona rossa. Spera anche anche la Puglia, dove sono arrivate le parole Pierluigi Lopalco: «Aspettiamo di vedere l’incidenza – dice l’epidemiologo ed assessore alla Sanità pugliese in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno – ma l’andamento è quello. L’Rt è quasi a 1»..

Chi, invece, pare volgere verso la zona rossa è la Sicilia. Occorre precisare che le previsioni rappresentano pur sempre ipotesi e per avere certezza delle decisioni occorrerà attendere le ordinanze.

Riaperture, maggio resta l’ipotesi più concreta

Nel resto del Paese, invece, ci sono molte regioni che avrebbero dati da zona gialla «virtuale». La fascia epidemiologica in questione è, come detto, sospesa, alla luce del fatto che seppur i numeri siano in miglioramento, sarà necessario che passi ancora qualche settimana affinché si allenti la pressione sui sistemi sanitari. E pare essere questo il motivo per il quale il governo, almeno in una sua componente, potrebbe rinviare ogni discorso sulle riaperture all’inizio del mese di maggio.