Nuove regole Green Pass: ipotesi su durata e restrizioni per non vaccinati

Nuove regole Green Pass: ipotesi su durata e restrizioni per non vaccinati

La decisione potrebbe arrivare attorno a metà settimana

La situazione Covid in Italia porta verso una revisione delle regole Green Pass. Una scelta prudenziale in una fase in cui l’Italia, grazie all’alta percentuale di vaccinati, pare reggere meglio l’urto della quarta ondata e alla decisa crescita delle infezioni quotidiane corrisponde una salita gestibile della pressione su reparti ordinari e terapie intensive.

Nuove regole Green Pass: due strade

La certificazione verde accompagna gli italiani in diverse fasi della vita. Fino ad ora era concessa a quanti avessero completato il ciclo vaccinale o, per quarantotto ore, a quanti si sottoponevano a tampone e ricevevano esito negativo.

Gli sviluppi, secondo le ipotesi che iniziano emergere, vanno in una duplice direzione:

  • creare una sorta di «super Green Pass» o "Green Pass rafforzato" riservato a chi si è vaccinato
  • riduzione della validità per i vaccinati, con rinnovo dopo la terza dose.

Per capire quando si prenderanno le decisioni, da quando scatteranno le novità sulle norme e i motivi delle scelte è opportuno fare un po’ il punto della situazione.

Regole Green Pass, le novità a metà settimana?

Una decisione rispetto a quelle che potrebbero essere la novità non è escluso possa arrivare attorno a metà della settimana che va dal 22 al 28 novembre. Con i contagi che salgono l’orientamento delle decisioni pare indirizzato ad evitare che un eventuale peggioramento della situazione porti a restrizioni che pesino sui vaccinati, stimolando una volta di più a vaccinarsi quanti ancora non l’abbiano fatto. Si è già parlato nei giorni scorsi, ad esempio del fatto, che in Italia viga il sistema a colori.

Obiettivo è evitare chiusure

Tutte le regioni sono, al momento bianche, qualcuna in un futuro non troppo lontano potrebbe passare in giallo. In questo caso chiusure e limitazioni sarebbero molto soft, ma in caso di arancione le regole si farebbero più stringenti. In quello scenario chiuderebbero, ad esempio, le attività di ristorazione per il servizio in loco e l’obiettivo è evitare nuove criticità dal punto di vista economico e produttivo.

A quel punto entrerebbe in gioco il green pass riservato ai vaccinati, attraverso il quale si potrebbe poter fare tutto e si eviterebbero le chiusure. Attenzione: questa è solo un’ipotesi, che sarà quantomeno valutata.

Green pass durata ridotta e esteso con terza dose

L’obiettivo è intanto, ovviamente, evitare di assistere a peggioramenti di colore. Si ipotizza che lo si possa fare anche portando il Green Pass ad avere una durata ridotta.

La prospettiva di cui si parla è che venga ridotto da dodici a nove mesi, in maniera tale da ottenere una nuova estensione con la terza dose. Sarà naturalmente da valutare quando questo cambiamento avverrà e se, per il momento, riguarderà solo le categorie coinvolte nel richiamo.

Per gli over 40 si partirà, ad esempio, soltanto dall’1 dicembre. I dettagli, eventualmente, emergeranno nel momento in cui si dovesse decidere di rendere operative quelli che al momento sono discorsi basati sulla definizione ipotetica delle prospettive.

Ciò che emerge dagli scenari descritti è che, dunque, ci possa essere una differenziazione tra il Green Pass ottenuto con guarigione o vaccinazione (che a livello giornalistico, convenzionalmente, potrebbe essere definito «Super») e un altro che contempli anche il tampone negativo

Vecchio Green Pass solo per lavorare e attività essenziali?

Tra le ipotesi sul tavolo c’è il pass verde ottenuto con il test possa essere circoscritto alle attività lavorative (quelle per cui non è previsto l’obbligo) e alla fruizione di servizi essenziali (dunque verosimilmente «No» a palestre, piscine, stadi, musei, mostre).

Ma si tratta di regole tutte da scrivere e se, ad esempio, varranno anche in zona bianca, sebbene si possa scegliere di andare anche in questa direzione nell’ottica dipendente dall’aumento dei contagi e della necessità di evitare situazioni peggiori dal punto di vista sanitario. Si tratta, ovviamente, di un tema su cui si dovrà trovare una mediazione anche politica sulla base di quelle che sono le indicazioni sanitarie.

C’è anche chi parla ad esempio della possibilità di ridurre la validità del tampone a 24 ore per alcune circostanze, ma tutto va preso con il condizionale e la consapevolezza che però qualcosa sta per cambiare all’insegna della prudenza e della volontà di evitare nuove emergenze sanitarie ospedaliere, chiusure e restrizioni.