Nuove regole Covid per Natale e Capodanno? Draghi: «Decisione verrà presa in base a dati»

Il premier ha annunciato l’appuntamento con una cabina di regia in cui si analizzeranno i dati sulla diffusione di Omicron, poi si prenderanno decisioni che potrebbero portare delle nuove restrizioni

«Nulla è stato ancora deciso». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Mario Draghi in merito alla possibilità che nuove restrizioni o regole vengano introdotte per contenere l’azione della diffusione del Covid, con un occhio di riguardo per quella che sarà la valutazione della diffusione della variante Omicron.

Le sue dichiarazioni sono arrivate al termine di un incontro a Palazzo Chigi con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Presto, però, potrebbero esserci degli aggiornamenti in merito sulla base di quelli che potranno essere nuovi dati sulla situazione epidemiologica in Italia.

Nuove restrizioni, cosa ha detto Draghi

Draghi non ha, infatti, escluso che possano esserci delle novità sulla settimana in corso, sulla base di quelli che saranno i dati relativi alla variante Omicron.

L’ipotesi di nuove restrizioni è dunque subordinata a valutazioni che arriveranno a breve termine. «Questa settimana - ha annunciato il premier - faremo una cabina di regia in cui passeremo in rassegna eventuali provvedimenti da prendere in vista delle vacanze di Natale».

Ipotesi nuove restrizioni, quando si avrà

A guidare la direzione che si sceglierà di intraprendere saranno ancora una volta i dati. «La decisione - ha evidenziato il premier - verrà presa sulla base dei dati dell’ultimo sequenziamento per vedere la velocità di diffusione della variante Omicron». Il premier, in tal senso, ha fatto riferimento alla possibilità di dover aspettare fino a mercoledì o giovedì.

La partita più vicina da giocare è quella della velocità nella somministrazione del richiamo. «La cosa fondamentale - ha evidenziato il premier - è procedere con la massima velocità alla terza somministrazione». È ormai chiaro che un soggetto con tre dosi torni ad avere una copertura rilevante e affrontare la nuova ondata con una popolazione largamente sottoposta a booster sarebbe un grande passo in avanti.

Quali potrebbero essere le nuove regole?

La situazione Covid in Italia non è quella di un anno fa. L’azione dei vaccini sta consentendo di non gravare come nei periodi peggiori sulle strutture sanitarie, ma i ricoveri sono in aumento e, qualora fosse necessario, bisogna agire per evitare il peggio.

In ragione di questa necessità si è ipotizzato che si possano adottare misure che vadano oltre il «Green Pass rafforzato». L’ipotesi emerse a livello mediatico parlano della possibilità che, anche ai vaccinati, possa essere richiesto un tampone negativo per poter accedere a grandi eventi.

Soluzione che però farebbe discutere e per la quale andrebbe definito in maniera specifica il campo d’azione. Si è parlato anche di misura applicabile per stadi, teatri e cinema, ma è bene precisare, come lo stesso Draghi ha sottolineato, che nulla è stato deciso.

Le altre ipotesi

Le altre novità che potrebbero entrare in campo potrebbero essere l’obbligo di mascherina all’aperto su tutto il territorio nazionale e l’estensione, quantomeno del Green Pass base (Anche solo con tampone per non vaccinati), per situazioni che ad oggi sono ancora libere.

Non dovrebbero, salvo sorprese, registrarsi comunque chiusure di attività, ricordando come fino alla zona arancione (compresa) resti praticamente tutto aperto per chi è vaccinato. Il fatto che Draghi abbia, inoltre, espresso la necessità di correre con le terze dosi potrebbe anche far pensare che si possa operare con una riduzione della validità del Super Green Pass (oggi a nove mesi), in maniera tale da favorire un’accelerazione sulla terza dose e avere una maggiore copertura contro un’eventuale diffusione di Omicron.

Ma non resta, dunque, che attendere mercoledì o giovedì e si avranno prospettive concrete. L’obiettivo dell’Italia è evidentemente trovare altre strade che confermino il trend che oggi vede il paese incassare tanti complimenti a livello internazionale per la capacità di avere tenuto sotto controllo meglio di tanti altri la nuova ondata del Covid.