Autore: B.A

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Multe durante la quarantena? Una sentenza le annulla, ecco perché

Un giudice di pace ha dati ragione al ricorso annullando multe emesse durante la quarantena.

Lo stato di emergenza che ha prodotto il lockdown del governo ha prodotto pure una serie infinita di multe. I cittadini di fatto sono stati chiusi in casa, in quarantena. Si poteva uscire solo per esigenze impellenti come la spesa, la farmacia o per lavorare (per quelli che hanno potuto continuare). La passeggiata col cane o la corsetta solo intorno a casa, a 200 metri dall’abitazione. Per i trasgressori, multe e sanzioni, anche pesanti. Ma da Frosinone arriva una sentenza che può portare all’annullamento di queste multe. Ecco i perché e cosa hanno sancito gli ermellini.

Multe per mancato rispetto della quarantena illegittime

Il cavillo che ha prodotto la sentenza del Giudice di Pace di Frosinone è che lo stato di emergenza era illegittimo e quindi anche le multe. La sentenza parla di incostituzionalità del decreto di emergenza che si basa sul codice della Protezione Civile che può intervenire solo per calamità naturali o danni provocati dall’uomo, ma non in ambito sanitario. Questo letteralmente ciò che citano i giudici come si legge anche sul sito «Today.it».

In buona sostanza è lo stato di emergenza a finire sotto accusa per illegittimità e quindi tutti gli atti ad essi collegati. «Lo stato di emergenza può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia. Calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia nulla hanno a che vedere con una pandemia mondiale e soprattutto con le emergenze di tipo sanitario», questo il dettaglio della sentenza.

Multe illegittime

La sentenza sicuramente farà discutere. È stato Emilio Manganiello, giudice di pace del tribunale di Frosinone ad emanarla. Nello specifico, il ricorso era di un padre e di una figlia che erano stati colti ad uscire fuori casa durante il lockdown, per andare a riempire le bottiglie di acqua ad una fontanella.

Per entrambi multa da 400 euro che adesso viene cancellata dal giudice di pace del tribunale laziale. La cosa clamorosa di tutta la sentenza è che incostituzionali non sono stati decretati i Dpcm tanto discussi del Premier, Giuseppe Conte, ma proprio lo stato di emergenza da cui i Dpcm sono partiti.

Quindi, se lo stato di emergenza non può essere emanato per motivi sanitari, visto che solo la Protezione civile può in questo caso approntarlo, quanto fatto dal governo è illegittimo. E così il giudice di pace dando ragione ai ricorrenti ha cancellato ad entrambi la multa da 400 euro inflittagli.

Della sentenza sentiremo sicuramente parlare in queste settimane. Inevitabilmente quanto deciso da un ermellino non potrà non lasciare strascichi con la possibilità di molti altri ricorsi da chi ha subito multe e sanzioni per via di un lockdown imposto da uno stato di emergenza che come abbiamo letto, non era legittimamente prodotto.