Morto dopo vaccino AstraZeneca a Brescia, Procura apre un fascicolo

Era stato vaccinato il 29 maggio, la notizia è stata riportata dal Corriere della Sera

Un’altra morte dopo il vaccino AstraZeneca. A perdere la vita è stato un uomo di poco più di cinquant’anni. È accaduto a Brescia, sebbene sia sempre opportuno sottolineare che l’unico dato certo è la correlazione temporale. Il riferimento va al fatto che la tragedia sia maturata ad oggi «dopo» il vaccino, mentre saranno gli accertamenti a stabilire la presenza di altri legami.

Muore dopo vaccino AstraZeneca, la vicenda

A riportare la notizia è il Corriere della Sera. Nella sua edizione del 12 giugno si legge della morte di un uomo di 54 anni, morto in ospedale domenica a Brescia. Era stato vaccinato lo scorso 29 maggio con AstraZeneca, domenica 6 era stato ricoverato, il 10 giugno il tragico epilogo.

Dopo il vaccino, passati due giorni di febbre, l’uomo avrebbe accusato ancora stanchezza, mal di testa e gambe pesanti fino allo svenimento di domenica. Poi il trasporto in ospedale. Subito un’angiografia per rimuovere un primo trombo e nella notte tra lunedì e martedì un’operazione per alleggerire la pressione sul cervello di un altro trombo.

Mercoledì è purtroppo arrivata la dichiarazione di morte cerebrale. La volontà di donare i suoi organi è stata solo in parte realizzabile. I danni determinati dai trombi hanno, infatti, reso possibile solo l’espianto di fegato e reni.

«Non è escluso - si legge in un virgolettato della sorella riportato dal Corriere - che avesse già un trombo mai diagnosticato e che il vaccino abbia innescato questo processo che non gli ha dato scampo».

Stando sempre a quanto riportato dal Corriere, La Procura bresciana ha aperto un fascicolo per capire se la morte può, in qualche modo, essere collegata al vaccino. In attesa di fare luce sulla vicenda attraverso gli opportuni accertamenti ed indagini, resta il dolore di chi ha perso una persona cara.

Su AstraZeneca il governo ha scelto in modo chiaro

La notizia trova diffusione il giorno dopo la decisione del governo su AstraZeneca. Come è noto si è scelto di imporre lo stop alla somministrazione del vaccino negli under 60. Una scelta che ha tradotto in modo «perentorio» quella che era stata la raccomandazione del Comitato Tecnico Scientifico.

Una strategia che, in un certo senso, può anche essere considerata strettamente cautelativa, tenuto conto che i possibili fenomeni avversi restano stimate in poche unità a fronte di decine di milioni di vaccinazioni. Ed è pur vero che, al di là dei numeri, ogni vita vale.

Vaccino AstraZeneca, per under 60 seconda dose diversa

Il percorso tracciato porterà, dunque, persino ad uno stop delle seconde dosi sul vaccino AstraZeneca. Chi avesse meno di 60 anni e fosse stato vaccinato con il preparato, riceverà un richiamo con altri vaccini. Una scelta che quella operata dal governo che può servire anche a restituire fiducia a quanti, sulla base di qualche raro episodio tragico, potevano nutrire dubbi rispetto alla possibilità di ricevere la seconda dose con il vaccino a vettore virale. Anche se, per il richiamo, si stima che eventuali possibili eventi avversi sono ancora più rari di quelli censiti con la prima somministrazione.