Autore: G.M

Donald Trump

28
Ott

Morte di Al BaghdadI, Trump: «è morto da codardo, piangeva»

Commento pittoresco del Presidente Usa, evidentemente in estasi per la morte del nemico numero uno tra i terroristi.

Al Baghdadi morto, probabilmente la notizia più importante di ieri ed è stato il Presidente degli Stati Uniti d’America a volerla dare in prima persona. Trump è un personaggio unico nel suo genere, uno che sembra non aver paura di niente e nell’annuncio ha usato parole che sicuramente potrebbero indispettire i seguaci del leader del terrore ormai morto. In effetti adesso in molti Stati occidentali, America compresa, l’allerta per potenziali e possibili rappresaglie degli estremisti islamici è elevata.

L’uccisione di Al Baghdadi è senza dubbio un duro colpo per l’Isis, ma il terrorismo ed il fondamentalismo islamico non è certamente morto con il suo leader. Molti osservatori internazionali hanno sottolineato le parole usate da Donald Trump durante l’annuncio, trovandole in qualche modo fuori luogo proprio perchè rischiano di essere strumentalizzate ed usate come clava per spingere cellule dormienti e foreign fighters di matrice estremista islamica, a preparare ed attuare attentati.

Le parole di Donald Trump

L’annuncio di Trump di cui tanto si discute ha al suo interno parole di scherno verso il nemico ucciso. “Il capo dell’Isis morto in un raid in Siria dopo essere fuggito in un vicolo cieco, piangendo”, queste le parole usate dal titolare della Casa Bianca. Il leader dello Stato Islamico si è fatto saltare in aria dopo un conflitto a fuoco con i militari nella zona di Idlib, utilizzando la cintura esplosiva che portava addosso. Nell’annunciare il successo dell’operazione, Donald Trump ha rincarato la dose, dicendo che Al Baghdadi ha anche fatto saltare in aria i suoi 3 suoi figli. Secondo Trump, Al Baghdadi era un essere spregevole, un uomo depravato, morto come un codardo o come un cane.

L’operazione della Cia

Al Baghdadi era il califfo dello Stato Islamico, lo Stato autoproclamato nato nel lontano luglio 2014 in alcuni territori tra Iraq e Siria. Secondo le indiscrezioni, il fatto che Al Baghdadi sia effettivamente morto, è stato subito confermato da test biometrici. In pratica, sedate sul nascere le perplessità di molti che nutrivano dubbi sulla veridicità della notizia, visto che in passato, il leader dello Stato Islamico era stato dato più volte per morto, tranne poi resuscitare clamorosamente. Al Baghdadi è quindi effettivamente morto all’età di 48 anni (era nato a Samarra il 28 luglio 1971).

L’operazione che ha portato al suicidio del leader del terrore con il giubbotto esplosivo è stata avviata dalla Cia. Al Baghdadi si è ucciso nel momento in cui si era reso conto che non aveva scampo. Una operazione imponente, con elicotteri e mezzi di terra che ha spinto l’uomo a fuggire attraverso un tunnel sotterraneo. La caccia, al ricercato numero uno delle intelligence di mezzo mondo è finita grazie a informazioni della Cia sulla sua localizzazione. Dopo averlo localizzato, le forze speciali Usa hanno scovato il capo dell’Isis nella zona di Idlib, nascosto dentro un compound nel villaggio di Barisha. Nell’operazione sarebbero rimasti uccisi diverse persone della sua famiglia, oltre al capo della sua sicurezza Ghazwan al-Rawi.