Minacce a Bassetti, il professore: «È stato un crescendo»

Minacce a Bassetti, il professore: «È stato un crescendo»

Il professore ha raccontato i fatti nel corso della trasmissione Rai Agorà Estate

Il racconto delle minacce subite e un invito ad un intervento deciso dello Stato sull’argomento. Sono i temi che Matteo Bassetti ha trattato nel corso del suo intervento nella trasmissione Rai Agorà Estate.

Nel mirino ci sarebbero le sue posizioni sui vaccini, espresse dal punto di vista scientifico da chi da quasi due anni è in prima linea in reparto contro il Covid e ha dedicato la sua vita alla medicina come il professore.

Agorà Estate, il racconto delle minacce subite dal professor Bassetti

«La prima denuncia - ha rivelato - risale alla prima settimana di gennaio del 2021». Quella subita dall’infettivologo par essere stata una vera e propria escalation.

«È stato un crescendo - ha dichiarato - che prima ha riguardato Facebook e i social in generale, poi hanno iniziato ad arrivare lettere anonime in ospedale, poi telefonate in anonime sempre in ospedale. Poi nel luogo di lavoro di mia moglie, poi la chat Telegram con il mio numero ed il mio indirizzo di casa. E infine l’aggressione per strada, l’altra sera, con toni veramente violenti».

Il monito lanciato dal medico è quello di non sottovalutare queste azioni. «Credo - ha spiegato - sia un errore da parte della politica ed anche da parte delle forze di polizia e della magistratura considerare questi come folkloristici detrattori dei vaccini. Qui ci sono delle organizzazioni criminali e come tali devono essere trattate e perseguite».

Minacce a Bassetti, spiega la necessità di perseguire chi minaccia

Bassetti nel corso della trasmissione ha spiegato in cosa consiste la sorveglianza attiva di terzo livello che gli è stata riservata per le minacce già ricevute nei mesi scorsi. «Nel concreto significa che la mia casa e l’ospedale sono sorvegliati - ha spiegato - e quando io rientro a casa o esco dall’ospedale sono accompagnato».

Il professor Bassetti ha perciò chiarito quella che, a suo avviso, è la necessità di affrontare la questione in modo diretto. «Il problema - ha proseguito - non è la scorta, a me non interessa la scorta. Io non ho paura, il problema è che lo Stato deve perseguire queste persone. Deve farlo rapidamente, dando dei segnali forti. Se uno minaccia anche sui social deve essere anche immediatamente perseguito a norma di legge, immediatamente. Quello che io chiedo è che la magistratura intervenga subito».

Insulti per Pregliasco al telefono

«È successo anche a me. Qualcuno ha trovato il mio cellulare. Mi stanno chiamando, insultandomi. Anch’io sono andato alla Digos, è terribile». Lo ha dichiarato il professor Fabrizio Pregliasco, in occasione di una sua partecipazione alla trasmissione L’aria che tira Estate in onda su La 7.

Testimonianza che segnala come non si tratti di fenomeni sporadici. «A me - ha aggiunto Bassetti sempre nel corso di Agorà Estate - non interessa la scorta perché noi non possiamo dare la scorta a tutti. Ci vogliono delle posizioni chiare contro queste persone. Queste persone delinquono, minacciano di morte, insultano. Questo non si può e non si deve fare. Finché non ci sarà una posizione forte della magistratura e dello Stato contro queste manifestazioni di violenza continueremo ad avere problemi».