Autore: Giacomo Mazzarella

Immigrazione

Migranti: una invasione, 2.500 arrivi in una settimana, fughe dai centri e Covid

È il caos per quanto riguarda la situazione migranti in Italia, con innumerevoli sbarchi ogni giorno e con persone che fuggono dai centri nonostante i problemi del coronavirus.

Favoriti dalla stagione estiva, sono innumerevoli gli sbarchi di migranti che arrivano in queste giornate di caldo sulle coste nostrane. In una settimana sono arrivati con mini imbarcazioni, circa 2.500 migranti. Arrivi il cui trend non sembra spingere e pensare al rallentamento, proprio in virtù della favorevole stagione climatica. Luglio e agosto, come sottolinea anche il “Sole 24 Ore”, restano i mesi più intensi.

Ma chi dice che tutto è come al solito, dice falsità, perché sempre per il noto quotidiano economico-politico, quest’anno i numeri sono esplosi rispetto all’anno scorso. Dal 20 luglio fino al 26 luglio ci sono arrivati 2.445 immigrati. Ed il giorno dopo, cioè il 27 mattina, solo a Lampedusa si sono aggiunti altri 27 migranti. L’anno scorso tanto per fugare qualsiasi dubbio, nello stesso periodo c’erano stati solo 288 arrivi. A rendere più dura la situazione, come se non bastassero gli hotspot al collasso, anche l’emergenza coronavirus.

Fuga dai centri e mine vaganti in giro

I migranti che arrivano devono essere controllati con tamponi e test, alla stregua di chiunque altro straniero arriva in Italia da Paesi dove il Covid fa ancora numeri rilevanti in termini di contagi. Adesso però ci sono le fughe di massa dai centri, con il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese che pensa ad utilizzare l’esercito.

Le fughe dai centri ci sono sempre state negli anni, ma adesso si parla di fughe di massa. E con il coronavirus in giro è ancora più pericoloso questo mischiarsi di persone potenzialmente contagiate che fuggono senza una meta e senza alcuna misura di sicurezza. Secondo «il Sole 24 Ore», le strutture di accoglienza hanno subito un forte ridimensionamento dopo il calo degli sbarchi ottenuto dal predecessore della Lamorgese, l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Ora, con il ritorno a flussi rilevanti di sbarchi, i centri non sono attrezzati per numero e dimensioni a una serie di arrivi così ripetuti. Ieri per esempio, ha fatto il giro dei media e dei social, la fuga in massa, l’autentico esodo di Porto Empedocle. Il centro a Porto Empedocle può detenere 100 persone, ma ieri era riempito da 520 persone.

Le regole sui migranti e sul fatto che devono rimanere nei centri

Tra l’altro la normativa non prevede il fatto che si possa costringere i migranti a rimanere chiusi dentro i centri. Solo se migranti irregolari da rimpatriare, si possono obbligare queste persone a restare nei centri, che per l’appunto vengono definiti centri permanenti per i rimpatri, dove i migranti restano in regime detentivo.

Nei centri di accoglienza classici sono previste soltanto forme di vigilanza e controllo ma senza procedure di costrizione. Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’interno, la maggior parte degli arrivi è dalla Tunisia. Infatti fino a domenica scorsa, i tunisini giunti sulle coste italiane sono stati 4.354. Numero rilevante di arrivi dalla Tunisia, ben superiore a quelli del Bangladesh che sono stati, sempre fino a domenica scorsa, 1.786 o alla Costa d’Avorio, con 799 arrivi.

Una nuova primavera araba, stavolta dalla Tunisia

Preoccupa non poco l’esecutivo, l’aumento di arrivi dalla Tunisia ed a dimostrazione di questa preoccupazione, Luciana Lamorgese è volata a Tunisi per incontrare il presidente Kais Saied e il premier incaricato Hichem Mechichi. In Tunisia adesso vivono una crisi economica gravissima e anche dal punto di vista politico la stabilità è un miraggio che difficilmente si risolverà a breve.

Oggi però con gli arrivi non si può scherzare, perché c’è l’emergenza Covid. I casi di coronavirus nei migranti sono stati diversi, a cominciare dagli arrivi provenienti dal Bangladesh. Le fughe di positivi al COVID-19 scatenano la paura dei cittadini italiani che non si sentono sicuri. E i partiti di opposizione, da Salvini alla Meloni, sono sul piede di guerra.