Autore: G.M

5
Ott

Migranti, ecco il decreto rimpatri, i 13 Paesi sicuri e come funziona

Il Ministro degli esteri Di Maio firma il decreto.

L’ex Vice Premier e attuale Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha firmato il decreto sui rimpatri. Con questo atto, secondo di Di Maio si velocizzeranno i rimpatri dei migranti irregolari che arrivano in Italia. Nel decreto si estende anche l’elenco degli Stati che essendo ritenuti sicuri, possono ricevere i migranti indietro.

La riduzione dei tempi è importante

Si passa da due anni a quattro mesi, questo il contenuto del decreto rimpatri. Sarà più veloce l’iter per rimandare indietro i migranti irregolari che arrivano in Italia senza avere i requisiti per lo status di rifugiato politico. Il decreto firmato da Di Maio è uscito ieri alla Farnesina. Si tratta di un decreto interministeriale perché insieme al Ministro degli esteri è stato approntato e firmato dal Ministro della giustizia Alfonso Buonafede e dalla Ministra dell’interno, Luciana Lamorgese. Il decreto fissa a tredici il numero dei Paesi che saranno interessati dal decreto e di conseguenza dai rimpatri. Con il decreto l’Italia ha messo le basi per avviare la procedura. Lo stesso Di Maio però, nella conferenza stampa di presentazione del decreto ha detto che questo è solo il primo passaggio. Adesso occorre trovare le intese bilaterali con ciascuno dei 13 Paesi.

Quali sono i 13 Paesi

Accordi quindi ancora da trovare con molto dei Paesi sicuri dove un migrante può essere rispedito. Infatti l’Italia oggi ha accordi in questo senso solo con Tunisia, Marocco, Egitto e Nigeria, gli ultimi due dei quali non compaiono nell’elenco dei 13 si cui parla il decreto. In effetti i tredici Stati considerati sicuri sono il Marocco, la Tunisia, l’Algeria, l’Albania, la Bosnia, Capo Verde, il Ghana, il Kosovo, la Macedonia del Nord, il Montenegro, il Senegal, la Serbia e l’Ucraina. Adesso verranno avviati colloqui con gli altri Stati per trovare l’intesa. Per riuscire in questi negoziati bilaterali, il governo italiano farà leva su politiche di cooperazione e sviluppo di questi paesi, prevedendo investimenti nei vari Paesi.

Operazione piuttosto complicata questa perché il fondo rimpatri oggi ha disponibili solo 4 milioni di euro. Su questo punto però Di Maio spinge all’ottimismo perché proporrà presto di implementare le dotazioni del fondo, portandole a 50 milioni di euro. Tra i paesi dell’elenco mancano Egitto, Nigeria e Libia, per i quali i migranti irregolari che arriveranno in Italia non potranno essere rimandati indietro perché evidentemente Paesi non sicuri. Nella conferenza stampa Di Maio oltre alla soddisfazione evidente per l’atto, non ha risparmiato stilettate all’ex alleato Matteo Salvini che pur non essendo mai nominato da Di Maio, finisce per essere attaccato.

Secondo l’attuale Ministro degli esteri, per 14 mesi, cioè durante la permanenza al Viminale di Salvini, i rimpatri erano praticamente fermi. Immediatamente Salvini ha commentato decreto e parole di Di Maio sottolineando come adesso si corre al riparo con un atto sui rimpatri che serve a poco, perché di fatto l’attuale esecutivi ha aperto i porti aumentando a dismisura gli sbarchi.