Mascherine obbligatorie all’aperto, stop in arrivo: il punto

Mascherine obbligatorie all'aperto, stop in arrivo: il punto

La situazione Covid in Italia autorizza a credere che, nel rispetto della gradualità e con la consapevolezza di doverla avere sempre in tasca, la mascherina all’aperto potrebbe presto non essere più obbligatoria.

Quando arriverà lo stop alle mascherine obbligatorie all’aperto? Il fatto che la domanda inizi a ricorrere è sinonimo del fatto che il Covid fa un po’ meno paura. I numeri del bollettino, le ospedalizzazioni e i morti sono in netto calo.

Questo fa sì che, parallelamente alla campagna vaccinale, avanzi la voglia di normalità. Uno status che nella quotidianità prevedrebbe l’abbandono di un’abitudine che, in questi mesi, è diventata salvifica: indossare la mascherina per evitare la propagazione del contagio. Anche perché con il caldo torrido in arrivo ci si avvia verso una situazione dove rispettare la regola potrebbe non essere semplice.

Tuttavia, avanza l’ipotesi che all’orizzonte possa presto esserci una svolta nel rispetto dei principi di gradualità che hanno accompagnato gli allentamenti del governo.

Mascherine all’aperto, il pensiero del professor Matteo Bassetti

La pandemia non è finita. C’è necessità di continuare a vaccinare la popolazione e di tenere sotto controllo le eventuali varianti, ma cominciano ad emergere pareri scientifici che ritengono praticabile la strada di un allentamento delle misure di sicurezza. Tra queste c’è la possibilità di consentire la rinuncia almeno all’aperto.

Ne ha parlato, ad esempio, l’infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti ai microfoni di Adnkronos Salute. A suo avviso «le mascherine - si legge nel virgolettato - all’aperto andrebbero tolte subito, non ha più senso tenerle». «Pensare - ha chiarito - che la gente possa portare la mascherina all’aperto con 35 gradi centigradi obbligatoriamente in qualche contesto è sbagliato e non utile».

A parere di Bassetti l’obbligo andrebbe revocato subito, senza aspettare. Nelle parole dell’infettivologo è parso di capire che, a suo avviso, la costrizione, in questa fase, equivarrebbe a creare un clima per il quale, qualora dovesse tornare necessario indossarla, la gente potrebbe vederla come «qualcosa di imposto in modo ideologico».

Mascherine: per Galli da usare in situazioni di affollamento

Sul tema si è espresso anche il professor Massimo Galli. L’infettivologo del Sacco di Milano ha parlato ai microfoni di Sky Tg24, esternando un pensiero che va al di là di eventuali scelte politiche legati agli obblighi.

«Fino a che, per quelli - ha dichiarato - che hanno situazioni più fragili, anche se si sono vaccinati, la situazione non si stabilizza e non diventa tranquilla, voi la mascherina usatela.»

«Voi - ha proseguito - la prevenzione, negli ambiti soprattutto di affollamento, tenetela. Per quanto riguarda quelli che non si sono mai vaccinati vale la stessa cosa: è un sacrificio minimo che comunque aiuta a ridurre la circolazione del virus. E poi se non ve lo beccate proprio adesso, è comunque una buonissima cosa. Non vi dico di tenerla in spiaggia, piuttosto che al ristorante, ma in situazioni affollate anche all’aperto, direi che vale assolutamente la pena di ricordare che ci ha aiutato molto ed è sicuro che ci aiuti».

Addio alle mascherine? Dopo il primo passo, ci sarà comunque da attendere

Secondo quelle che sono le prime anticipazioni, si parla metà luglio come scadenza per la revoca da parte del governo dell’obbligo di mascherina all’aperto. L’obbligo potrebbe essere trasferito ad averla sempre quantomeno in tasca, in maniera tale da poterla utilizzare nel momento in cui le circostanze lo richiedano.

Viene da pensare a possibili code o circostanze in cui ci si dovesse trovare vicino a più persone in spazi limitati, senza dimenticare ovviamente la necessità di indossarla nel momento in cui si accede in ambienti pubblici al chiuso.