Mascherine al chiuso fino a quando? Gli scenari

Mascherine al chiuso fino a quando? Gli scenari

Nella puntata di 24 Mattino di Radio 24 a offrire un’analisi della situazione è stato il sottosegretario Pierpaolo Sileri

Quando si potranno togliere le mascherine al chiuso? Un quesito che, in questa fase, arriva subito dopo aver ottenuto la risposta relativamente alle situazioni all’aperto. A partire dal 28 giugno, infatti, non è più obbligatorio indossare la mascherina negli spazi aperti, a patto che ovviamente non ci siano situazioni di assembramento che rendano impossibile il mantenimento del distanziamento sociale.

Mascherine al chiuso sempre obbligatorie

Non è, invece, cambiato nulla per ciò che riguarda quei contesti che sono sotto il tetto di un edificio. Il pericolo contagio, come più volte sottolineato dagli scienziati, è molto più alto che all’esterno ed è obbligatorio continuare ad indossare la mascherina. Quando si potrà farne a meno anche per recarsi all’interno di un ufficio o di un negozio, sarà probabilmente quello il momento in cui si sarà tornati ad una quotidianità vicina a quella pre-Covid.

Mascherine al chiuso, serve un livello di vaccinati alto

L’unico dato certo è che ci sarà ancora da aspettare. Lo si evince anche da quelle che sono state le parole di Pierpaolo Sileri ai microfoni di 24 Mattino, trasmissione radiofonica di Radio 24. «Io - ha evidenziato il sottosegretario del Ministero della Salute - ho sempre detto che è prematuro parlare della rimozione della mascherina al chiuso. Dobbiamo arrivare a una buona fetta della popolazione vaccinata».

Mascherine al chiuso, gli obiettivi da raggiungere per poter pensare di levarle

Non si può dare una scadenza temporale che possa essere attendibile, ma si può fissare un obiettivo legato alle vaccinazioni che potrebbe offrire il margine per un ulteriore livello di libertà raggiunto. «Cioè - ha precisato Sileri - quando avremo i trequarti della popolazione vaccinata allora si può pensare, fra vaccinati, si può pensare di iniziare a togliere anche la mascherina al chiuso, ma è molto prematuro».

Il discorso, dunque, è da rimandare al momento in cui tre italiani su quattro saranno stati vaccinati e tra gli immunizzati si potrebbe iniziare a pensare di revocare l’obbligo. Anche i discorsi relativi a termini e margini della novità sarebbero subordinate a quelle che saranno le valutazioni del momento

Variante Delta, cosa attendersi

Il timore che la variante Delta possa mettere i bastoni tra le ruote nell’opinione pubblica non manca. I primi riscontri, tuttavia, dicono che con due dosi a vaccinazione attualmente in atto resta molto efficace. «Quello - ha spiegato Sileri - che potrà fare la variante Delta, ma questo lo lasciamo dire agli scienziati e aspetterei un paio di settimane, è forse rimodulare quello che è il Green Pass».

Il Green Pass italiano prevede che possa essere dato quindici giorni dopo la prima somministrazione. La necessità di avere una doppia dose per avere una protezione adeguata contro la variante Delta potrebbe spostare il requisito per avere la certificazione ad avere ricevuto entrambe le dosi.

«È prematuro dirlo, aspetterei - ha proseguito il sottosegretario - ancora 7-14 giorni e analizzerei meglio i dati che provengono dal Regno Unito. E soprattutto controllerei la prevalenza della variante Delta in Italia che attualmente è vicina al 20%, ma aspettiamo una settimana e vediamo di quanto di sale. E poi una riflessione su questo la farei».