Autore: Annarita Faggioni

30
Giu

Marsha P. Johnson è nel Doodle di Google di oggi

Google dedica il Doodle a Marsha P. Johnson a conclusione del mese «Pride Month». La Drag Queen Marsha è un esempio per tutti.

Marsha P. Johnson è stata celebrata oggi da Google con un Doodle. La celebrazione di Google arriva alla fine del «Pride Month», il mese dedicato alle iniziative e ai diritti della comunità LGBT+. Qual è la storia dietro al volto di Marsha?

Marsha P. Johnson: la sua storia

La storia di Marsha P. Johnson ha fatto il giro del Web e continua a emozionare a decenni dalla sua morte. La Drag Queen è stata, infatti, protagonista dei moti di Stonewall. I fatti risalgono al 1969. Nella notte tra il 27 e il 28 giugno, partirono una serie di proteste.

Queste diventarono in seguito dei movimenti e segnarono la base della comunità LGBT+ e delle sue rivendicazioni. Marsha nacque nel lontano 1945 e a 5 anni voleva vestirsi in abiti femminili e sentirsi libero.

La contrarietà e le violenze sia in famiglia che nel quartiere lo spinsero ad allontanarsi dal New Jersey per andare a New York. Aveva solo 17 anni e senza soldi non poteva fare molto. Così, cominciò a fare spettacoli come Drag Queen e a prostituirsi per potersi mantenere.

Marsha P. Johnson: la svolta

Nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, la polizia fece una retata allo Stonewall Inn, uno dei pochi locali che faceva esibire le Drag Queen. Tre persone, tra cui Marsha, decisero di resistere all’arresto.

Successivamente, Marsha entrò nel Gay Liberation Front e fondò nel 1972 una seconda associazione per aiutare i ragazzi transgender in difficoltà economiche.

Negli ultimi anni, partecipò anche a campagne per la lotta contro l’Aids. Gran parte della sua vita fu tra arresti e retate. Questo lo rese sia gentile con i più deboli, sia molto soggetto all’ira.

Il 6 luglio 1992, il suo cadavere fu ritrovato sul fiume Hudson. L’inchiesta si chiuse frettolosamente con un suicidio. I suoi amici, però, continuano a ritenere ancora oggi che si tratti di un’aggressione per via dei suoi ideali.

Quindi, su come si sono svolte davvero le cose ancora oggi non si sa la verità.

La storia di Marsha P. Johnson al cinema

La storia di Marsha, però, non è passata inosservata al grande schermo. Infatti, ci sono due film che raccontano la sua storia:

  • Stonewall;
  • Happy Birthday Marsha.

Poi, ci sono diversi documentari in lingua inglese. Tra questi, si ricorda Pay It No Mind, The Death and Life di Marsha P. Johnson (dalla P. di Johnson).

Oggi, a conclusione di un mese dove si è parlato molto dei diritti non solo di omosessuali, ma anche di transgender e di iniziative contro le discriminazioni in base agli orientamenti sessuali, Google celebra con un Doodle questa importante figura del passato.

Le rivendicazioni contro le discriminazioni non si sono mai fermate, anche grazie a esempi come quello di Marsha, che vengono alla ribalta, purtroppo, solo in questi giorni.