Lockdown per non vaccinati se cresce pressione su ospedali? Il pensiero del prof. Matteo Bassetti

L’Austria, qualora dovessero tornare a saturarsi le terapie oltre un certo livello, disporrà la serrata per chi non è vaccinato. Il professore è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma L’Italia s’è desta

Un lockdown per i non vaccinati. È la prospettiva che l’Austria ha definito qualora la situazione Covid in relazione alla pressione sugli ospedali dovesse aumentare. Sul tema si è espresso il professor Matteo Bassetti. Il direttore delle Malattie Infettive del San Martino di Genova è intervenuto nel corso della trasmissione L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus.

Lockdown per i non vaccinati, l’Austria detta le condizioni

Il piano anti-Covid dell’Austria prevede che qualora si raggiungesse la soglia del 30% delle terapia intensive occupate i non vaccinati dovrebbero stare a casa. «Io - ha dichiarato Matteo Bassetti - sono stato tra i primi a dire che probabilmente questa è una soluzione. È evidente che un lockdown per i non vaccinati, nel momento in cui si raggiungessero determinati tipi di saturazioni a livello ospedaliero, potrebbe valere non ovviamente per il lavoro, ma per quelle che sono le attività ludiche: ristoranti, bar, cinema, teatri, stadi».

Lockdown per i non vaccinati è sistema per evitare chiusure

«Io personalmente - ha proseguito - mi trovo molto favorevole a questa ipotesi». «Nel momento in cui - ha aggiunto il professor Bassetti - le cose non dovessero andare, anziché chiudere per tutti come succedeva un anno fa, vengono evidentemente limitati gli accessi a chi non è vaccinato». Vaccinarsi significa proteggere se stessi ed anche i sistemi ospedalieri.

Chi è immunizzato, stando ai numeri, è improbabile che vada in ospedale o peggio ancora in terapia intensiva. Anche in un paese come l’Italia largamente vaccinato (l’86% degli over 12 ha ricevuto almeno una dose e l’82% ha completato il ciclo vaccinale), le sacche di resistenza di quanti non si vaccinano rappresentano una fetta di popolazione ampia al punto da non lasciare ancora tranquilli.

«Credo - ha detto Bassetti - che ogni mezzo oggi sia valido per riuscire a far sì che quei 7 milioni di italiani che non sono vaccinati, si vaccinino». «È importante - ha dichiarato il medico - che tutti capiscano che, da medico, da sanitario e da uomo di sanità pubblica, non posso che pensare che si debba arrivare ad una vaccinazione universale». Bassetti ha, inoltre, messo in rilievo come individuare la strada per arrivarci «spetta evidentemente alla politica».

Pochi vaccinati in est-Europa e situazione preoccupante

In questa fase, tra l’altro, c’è una significativa dimostrazione dell’efficacia dei vaccini nel contrasto alla pandemia facendo la differenza tra la situazione al momento esistente in Italia e quella che si sta delineando nei paesi dell’Est Europa. Nazioni come la Romania stanno pagando a caro prezzo la mancanza di un’adeguata copertura vaccinale tra la popolazione e la quarta ondata sta iniziando a fare davvero paura con tutte le criticità che si conoscono: dai sistemi ospedalieri allo stremo alla necessità di forti restrizioni.