Lockdown per Covid: la Lettonia chiude a causa della bassa percentuale di vaccinati

Diffondendosi una popolazione con un basso livello percentuale di immunizzati è tornato a creare disagi negli ospedali

21 ottobre - 15 novembre, sono le date che segnano, per il momento, l’inizio e la fine di un periodo di lockdown per la Lettonia. Quattro settimane di serrata totale che serviranno per ostacolare la diffusione del virus e porre un freno all’epidemia in un Paese che paga dazio alla bassa percentuale di vaccinati.

Lettonia, cosa chiuderà?

Sarà lockdown vero. In Lettonia è previsto tutto quello che identifica una serrata totale. Non si potrà uscire tra le 20 e le 5 del mattino, chiuderanno scuole, attività di ristorazione e qualsiasi tipo di realtà che non sia riconducibile ad una sfera di necessità primarie.

Lockdown Lettonia a causa dei pochi vaccinati

Stando ai dati riportati dall’agenzia Reuters, ad oggi, solo il 54% delle persone vaccinabili ha completato il ciclo vaccinale. Una situazione che ha portato ad una crescita significativa dei ricoveri e alla necessità di correre ai ripari da parte del governo. Le scene che si stanno concretizzando sono purtroppo quelle che hanno riguardato i periodi peggiori della pandemia in Italia e negli altri Paesi. Si parla di letti di fortuna e una situazione nelle strutture di piena emergenza.

Le scuse ai vaccinati

Nelle parole riportate dalla Reuters il primo ministro Krisjanis Karins ha sottolineato come il sistema sanitario sia «in pericolo» e che «l’unico modo per uscire da questa crisi è farsi vaccinare». «Devo - ha aggiunto - scusarmi con i già vaccinati» in relazione al fatto che, di fatto, anche chi si è già immunizzato dovrà patire le conseguenze di decisioni restrittive.

La notizia della Reuters è stata ripresa anche dal professor Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, Milano. E il testo posto a margine della condivisione della news è abbastanza significativo. «L’alternativa alla vaccinazione - ha scritto Burioni - è l’esatto opposto della libertà: è ritrovarci chiusi in casa. Io non voglio che accada mai più. Voglio continuare a fare le lezioni con i miei studenti davanti e non dietro a un computer. Voglio andare a cena fuori al cinema e a teatro».

Situazione vaccini in Italia offre, per fortuna, un’altra prospettiva

Sembra, per fortuna, andare in una direzione diversa la situazione in Italia. Ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva sono abbondantemente sotto controllo grazie all’azione del vaccino e oggi si discute della possibilità che, una volta raggiunto il 90% degli immunizati, si possa procedere ad un ulteriore allentamento delle restrizioni, pur rispettando i principi di gradualità avuti fino ad ora.

In Italia, stando ai dati presenti sul sito del governo, l’85,67% della popolazione vaccinabile ha ricevuto almeno una dose (dato aggiornato al 19 ottobre, ore 6.14). L’81,40% ha già completato il ciclo vaccinale.